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Galateo per le feste

 

Natale e Capodanno: il periodo più "affollato" di inviti a cena, da fare e da ricevere. Appuntamenti spesso informali, tra amici, ma anche occasioni "ufficiali", con ospiti di riguardo, dove le regole pi? impegnative del ricevere e dell'essere ricevuti vanno rispettate. Come fare gli inviti, come vestirsi o anche come districarsi tra tutte quelle posate, come rispettare le diete altrui e far conoscere le proprie? E' il momento di dare una ripassata al galateo, con l'aiuto di Ilaria Petrovic, esperta di bon ton e autrice de Il grande libro del galateo, pubblicato da De Vecchi Editore. "Prima di vedere le singole regole - dice - vorrei ricordare che per queste grandi feste tradizionali il modo di apparecchiare e l'atmosfera rimangono ancora oggi ingredienti irrinunciabili per completare il menù. La tavola va allestita in maniera ricca e gioiosa con sottopiatti rossi dalla forma insolita, per esempio a stella. Anche il tovagliolo può essere rallegrato da un nastrino in tinta che lo leghi a un lecca-lecca a forma di abete o di Babbo Natale. Senza esagerare, possono esserci anche sfere colorate, oggetti in metallo, figurine di carta, mentre al centrotavola non può mancare la corona di rami di pino intrecciati con bacche rosse e pigne, sulla quale innestare le immancabili candele rosse o oro".

Gli inviti
La prima cosa da sapere è che, trattandosi di un periodo dedicato alle cene, è necessario invitare per tempo, almeno 7-10 giorni prima, di più se si tratta di u'occasione elegante. Per gli appuntamenti più informali è sufficiente una telefonata, fatta dalla padrona di casa alla signora della coppia invitata. Una lei invita direttamente un lui solo se è single, ma oggi le regole sono pi? elastiche. Se a invitare è il single deve farlo personalmente, incaricare la segretaria è segno di cattiva educazione, anche quando si è oberati di impegni. Per le occasioni più formali si manda un biglietto d'invito, di solito sobrio. Ma, dato che è Natale, si può aggiungere qualche motivo decorativo.


Per l'ospitante

  • Sia che si inviti per telefono sia con il biglietto, si devono precisare data della cena, ora, luogo e indirizzo (può capitare di ospitare fuori casa) e, a chi viene per la prima volta, anche la scritta sul citofono.
  • Da specificare l'eventuale richiesta di un abbigliamento particolare: "abito scuro" (elegante), "cravatta nera" (da sera). Altrimenti si tratta di una serata con libertà di vestito.
  • Si può invitare per e-mail? Sè, purchè si sia certi che il destinatario è una persona che controlla ogni giorno la sua posta elettronica.

 

Per l'ospitato

  • Si deve confermare l?adesione o il no alla cena nel più breve tempo possibile. Una volta detto no, non è corretto cambiare idea all'ultimo momento.
  • L'indicazione per l'abito, se c'è, va rigidamente rispettata. Oltretutto non è gradevole stare in maglione tra gente in smoking.


L'arrivo
La puntualità è importante, ma non è intesa allo stesso modo in tutte le parti d'Italia. Di solito nel Nord arrivare esattamente all'ora indicata è considerato un segno di buona educazione, mentre al Centro e al Sud è ritenuto un segno di indiscrezione. Ma questo non significa che è possibile prendersela comoda in modo eccessivo: bastano 15 minuti di ritardo per essere in perfetto orario. A Natale può essere carino presentarsi con un piccolo regalo in previsione di uno scambio di doni sotto l'albero. Niente di impegnativo, altrimenti si mette in difficoltà chi si è regolato con discrezione, chi non può esagerare per motivi economici e ancor più i padroni di casa che devono pensare a tutti.


Per l'ospitante

  • Anche in Meridione, è bene che sia tutto pronto all'ora indicata: nell'era della globalizzazione c'è chi spacca il minuto anche al Sud.
  • In genere, se è previsto lo scambio di doni sotto l'albero, è bene specificarlo al momento dell'invito.


Per l'ospitato

  • Se si è di Milano e ci si trova in Sicilia, meglio adeguarsi al quarto d'ora di ritardo. E' sempre giusto rispettare le abitudini locali.
  • Se non si festeggia qualcosa in particolare e non è la prima volta che ci si reca in quella casa, non c'è alcun obbligo di portare un dono. Ma a Natale?


In salotto
In attesa che arrivino tutti e, soprattutto, si crei un'atmosfera un po' confidenziale, ci si siede in salotto. La perfetta padrona di casa, fatte le presentazioni, deve essere in grado, anche se non è facile, di sostenere la conversazione, avendo l'accortezza di lanciare argomenti di interesse comune. E poi stimolare i più timidi, recuperare gli esclusi e arginare i torrenti in piena degli accentratori. Tutti devono sapere che è buona educazione non cominciare mai con un'asserzione, ma con una domanda aperta, cioè che non preveda una risposta a monosillabi. E non esagerare mai nel parlare di se stessi.


Per l'ospitante

  • Chi ospita deve sempre tenere le fila della conversazione. Può sedersi, ma senza stare a lungo nello stesso posto: nessuno deve sentirsi trascurato.
  • Deve intervenire quando qualcuno usa termini tecnici (e criptici) della propria professione o fa sfoggio eccessivo di cultura. Magari chiedendo ingenuamente qualche spiegazione.

Per l'ospitato

  • Non alzare mai il tono di voce per far prevalere la propria opinione: la conversazione non è una gara.
  • Se vi trovate a parlare con qualcuno cui non siete stati presentati, scusandovi, fatelo da soli. Ricordando che non è cortese chiedere come prima cosa la professione dell'interlocutore.
  • Un uomo non deve mai tendere la mano a una donna prima che l?abbia fatto lei.


 

Si mangia
Prima che si cominci la cena si offre l'aperitivo. Per farlo non occorre che siano giunti tutti gli invitati, anzi serve a ingannare l'attesa in modo piacevole e a continuare con la conversazione. In una cena formale gli aperitivi dovrebbero essere serviti, già versati nei bicchieri e su vassoi, dai domestici. In un'occasione più familiare, tocca al padrone di casa fare dà barman. In un appuntamento tra amici, saranno gli stessi ospiti a servirsi da soli. In questi momenti, la padrona di casa sarà in cucina per gli ultimi preparativi. Sarà lei ad annunciare il momento di andare a sedersi a tavola per mangiare.

Per l'ospitante

  • Non dimenticare mai, in un periodo dell'anno in cui si bevono più alcolici, di preparare anche aperitivi alla frutta e comunque analcolici.
  • Accanto alle bevande, offrire anche salatini. Non sono necessari gli stuzzichini in previsione di una cena a più portate.

Per l'ospitato

  • Evitare di dimostrare impazienza guardando continuamente in direzione della sala da pranzo.
  • Non è assolutamente cortese esagerare con gli stuzzichini, quando ci sono. Si corre il rischio di non apprezzare poi la cena preparata dalla padrona di casa.


Sedersi a tavola
La disposizione dei posti a tavola è importante: se trascurata può urtare la suscettibilità di qualcuno fra i commensali. Vanno evitate possibili situazioni imbarazzanti: applicare strettamente l'etichetta non è l'ideale per assortire caratteri e personalità. Meglio allora seguire poche regole, lasciando il resto alla diplomazia di chi ospita. Vale sempre il principio di alternare uomini e donne e di associare persone appartenenti a ceti sociali simili. L'invitato più importante o più anziano siede alla destra della padrona di casa, l'invitata più importante o più anziana alla destra del padrone di casa.


Per l'ospitante

  • L'ideale è usare i segnaposti, non troppo grandi, che non lasciano dubbi a nessuno su qual è il proprio posto.
  • L'ospite d'onore non deve mai dare le spalle alla porta della sala da pranzo.
  • Di norma i due padroni di casa si siedono a capotavola, a meno che non ci sia un ospite d'onore particolarmente importante.

Per l'ospitato

  • Non precipitarsi verso la sedia scegliendo la persona che si vuole accanto, ma aspettare sempre le indicazioni della padrona di casa.
  • Gli uomini attendono che si siedano le signore che hanno accanto e scostano loro la sedia per farle accomodare più facilmente.
  • Fare la massima attenzione a non spostare rumorosamente le sedie.
  • Non si dice "Buon appetito".


 

Piatti, bicchieri e posate
Bisogna avere tutto e saper disporre ogni cosa con esattezza sulla tavola. Allora, prima di invitare, è meglio controllare se il nostro servizio di piatti dispone di pirofile, zuppiere e piatti di portata in numero adeguato. Possono servire anche i piattini per il pane (da mettere sulla sinistra) e ancor di più i sottopiatti. Prodotti in tutte le forme e i colori, sono un motivo decorativo importante, tanto più in un periodo festivo. Per le cene più ufficiali i bicchieri a disposizione di ciascun commensale devono essere addirittura quattro: per l'acqua (il più grande), per il vino rosso (più piccolo e panciuto), per il vino bianco (meno panciuto) e per lo spumante (flùte). In ogni caso mai meno di due.


Per l'ospitante

  • Basta mettere a tavola un solo coltello, sulla destra. Diventano due se occorre quello da pesce. Se ne servono altri, si distribuiscono dopo.
  • A sinistra vanno le forchette, due o tre secondo le portate.
  • Le posate per frutta e dolce vanno sistemate in orizzontale, in alto rispetto ai piatti: sopra il coltello (manico a destra) e sotto la forchetta (manico a sinistra).

 

Per l'ospitato

  • La forchetta da usare per prima è quella sistemata in posizione più esterna rispetto al piatto. Si prosegue nell'ordine.
  • Finita una portata, le posate si mettono allineate sul piatto, nella posizione fra le "4,20" e le "4,30".
  • Il tovagliolo va sistemato, rigorosamente sulle ginocchia, appena ci si siede a tavola.


Il menù
Nel periodo delle feste il menù deve rispecchiare la tradizione, ogni regione ha i propri piatti tipici, ma alle portate più usuali si possono alternare soluzioni più insolite e ricercate. Ecco una proposta di menù per la serata di Natale (e dintorni): antipasti (tartine, pàtè, vol-au-vent), un primo piatto in brodo, un secondo piatto a base di pesce, un sorbetto, un secondo piatto a base di carne (in alcune regioni i due secondi possono essere sostituiti dal cappone e dal tacchino ripieno) e dal dolce tipicamente natalizio (nel Nord è d'obbligo il panettone). Una buona regola è quella di evitare le ripetizioni: se si serve salmone affumicato come antipasto, non si potrà avere un primo come tagliolini al salmone.


Per l'ospitante

  • Nel servire occorre il giusto ritmo perchè il succedersi delle portate non sia troppo lento, per non annoiare i presenti, e nemmeno troppo incalzante, per non sentirsi come a una gara a ostacoli.
  • I cibi di sapore più delicato e leggero precedono sempre quelli più forti: i pesci, le carni e ciò che ha un sapore dolce devono venir prima delle pietanze piccanti.
  • Si serve sempre alla destra del commensale e mai grosse porzioni. Il piatto invece si toglie dalla sinistra, facendolo scivolare dal basso per non passare davanti all'invitato.
  • cortese rispettare, dopo essersi informati, le diete vegetariane o anche solo dimagranti. E' obbligatorio in caso di problemi di salute e di prescrizioni religiose.

Per l'ospitato

  • Non è cortese rifiutare una portata, meglio riuscire a farsi servire una porzione molto ridotta per limitarsi ad assaggiarla.
  • Se si è in confidenza con i padroni di casa, meglio avvertirli di eventuali problemi di dieta al momento di accettare l'invito.


Il congedo
Le norme consuete del galateo prevedono che gli ospiti si trattengano per un'ora e mezza circa dopo la fine della cena e non oltre la mezzanotte, soprattutto se il giorno dopo è lavorativo. Va tenuta nel giusto conto la stanchezza supplementare di chi ha invitato, che prima ha preparato e poi dovrà rimettere tutto a posto. Nei giorni delle festività natalizie, tuttavia, è previsto uno strappo alla regola e capita spesso di tirar tardi. Tocca, comunque, ai padroni di casa insistere perchè i loro amici rimangano più a lungo. Un segnale importante è dato dalla conversazione: se langue, è il momento di andar via.


Per l'ospitante

  • Non va mai chiesto: "Avete mangiato abbastanza?".
  • Se arriva una crisi di stanchezza o di sonno, evitare di farlo sapere a tutti gli invitati sbadigliando pubblicamente. Meglio andare un attimo in bagno e sciacquarsi il viso.
  • Può capitare? l'effetto della digestione è che dopo mezz'ora dalla fine del pasto la conversazione si ammosci. E' necessario un pronto intervento dei padroni di casa.


Per l'ospitato

  • Non si fanno lodi sperticate all'organizzazione della serata: sembra che ci si stupisca che la padrona di casa ci sia potuta riuscire.
  • Se si è fra i primi ad andar via, evitare di trattenere a lungo nell'ingresso in convenevoli i padroni di casa, mentre gli altri ospiti si sentono abbandonati al proprio destino.
  • Evitare di rimanere da soli come ultimi ospiti, meglio avere l'accortezza di alzarsi con quelli che decidono di andarsene subito prima di noi.