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Shin Do

 

SHIN DO
Shin = cuore
Do = cammino
Shin Do è la via del cuore.
Il cielo e la terra si incontrano nel cuore.


Tesina di Filomena Flora Curci

Al ricordo di Matteo,
dolce compagno
sulla strada dello Shiatsu


PRATICA ENERGETICA DI RIEQUILIBRIO
DELLE ENERGIE PRIMARIE

"I saggi dell'antica legge, sebbene capaci di grandi abilità, di giochi finissimi e di realizzazioni profonde, sapevano che la vera bellezza risiede nella sovrana semplicità".

Lo Shin Do è un antico massaggio taoista, proposto a noi studenti della scuola di Shiatsu Zen Il Cerchio dal maestro Zendo Tetsugen. La pratica del massaggio Shin Do apre le porte al fluire libero delle nostre energie a tutti i livelli. E' un'esperienza profonda di piacere mistico per chi pratica e per chi riceve, apre l'accesso a stadi più elevati di coscienza del proprio essere. Questa tecnica molto potente ricongiunge il fuoco originario (l'energia del nostro addome) con il fuoco spirituale, l'energia della nostra coscienza. Il passaggio misterioso riporta la nostra energia in perfetto equilibrio, agendo sulla ghiandola pituitaria, sulle cervicali e sulla memoria creativa.
Attraverso la pratica Shin Do il corpo si apre alle sue pure origini. Questa apertura avviene attraverso il contatto sapiente della mano dell'operatore. Il senso del tatto è quello dell'intimità, della profonda esperienza sensoriale, che scioglie i blocchi energetici psicofisici liberando le memorie corporee imprigionate nei tessuti profondi (per esempio, miofasce e tessuti connettivi). Risalendo in superficie, queste memorie corporee attraverso la mente divengono vissuto emozionale che si libera, liberandoci a sua volta dai traumi profondi. Il corpo non è solo la sede dell'inconscio mentale, esiste ormai riconosciuto un inconscio corporeo che non risponde a quello mentale: sono per esempio le memorie del tessuto psicoaffettivo che in un traumatico emozionale creano impedimenti fisici. Queste memorie del tessuto psicoaffettivo sono soltanto una parte delle memorie cellulari corporee. Compito quindi dell'intervento delle terapie psicocorporee come lo Shin Do è di favorire il ripristino della comunicazione equilibrata tra i sistemi energetici interni, bloccati dai traumi corporei, e i sistemi emozionali mentali che ci permettono la loro manifestazione libera.
Ma c'è di più: è stato visto che la comunicazione tra i sistemi interni emozionali mentali non va in un solo senso, come si pensava all'inizio della scoperta della medicina psicosomatica, ma può essere bidirezionale, come afferma Francesco Bottaccioli, studioso di psiconeuroimmunologia e di medicina orientale. Le cellule hanno una memoria indipendente che comunica attraverso cariche elettriche che si commutano in chimiche. "Il segnale elettrico arriva alla fine dell'assone (fibra di comunicazione della fibra nervosa), che è rigonfio di vescicolette contenenti molecole chimiche di neurotrasmettitori. Queste vescicolette si fondono con la loro membrana, formando delle specie di bolle che poi si rompono liberando il loro contenuto di informazioni nello spazio che c'è fra i due neuroni in contatto (spazio intersinaptico) e, catturate, portate all'interno del neurone".
Si possono dare segnali eccitatori elettrici o inibitori, dipende dalla comunicazione energetica del terapista.
L'operatore che pratica la tecnica Shin Do è seduto a terra accanto al ricevente in posizione seiza (a gambe incrociate, in atteggiamento meditativo di ascolto), inizia il trattamento con una fase di armonizzazione del respiro della persona, cui fa seguito il contatto delicato e profondo del tocco della sua mano con la mano e poi con l'addome del paziente. Lavorando all'armonizzazione dei tre focolari alchemici del corpo, detti nella grande tradizione cinese i tre Tan T'ien, si consente all'energia vitale di ritrovare il suo naturale fluire libero e spontaneo, ristabilendo l'unità originaria di corpo, mente e spirito.
In questo modo il corpo, formidabile laboratorio alchemico, realtà in continua trasformazione, rigenera le proprie risorse vitali profonde e anche l'energia sessuale si manifesta in modo fluido e armonioso secondo la sua potenzialità più naturale.
Lo Shin Do, considerato quindi una pratica energetica profonda, pur tenendo conto di tutti i meridiani dello Zen Shiatsu, si dispiega principalmente sui meridiani straordinari centrali (piccola e grande circolazione celeste) e sul contatto epidermico con tutte le sue intrarelazioni fisiche, emotive ed energetiche.

Prima di passare al dettaglio dei tre Tan T'ien, nel paragrafo che segue mi occuperà dei meridiani straordinari centrali.



PICCOLA E GRANDE CIRCOLAZIONE CELESTE

Raffigurazione della piccola e grande circolazione celeste


Il Vaso del Governo, il Vaso della Concezione e il Meridiano della Cintura sono l'origine di tutti gli altri vasi, sono responsabili del controllo e della regolazione dell'energia che circola nel sistema dei meridiani e agiscono compensando gli eccessi e le carenze dell'equilibrio del corpo. Il flusso dell'energia è continuo e quello che varia è la qualità e la quantità dell'energia. Le carenze o gli eccessi determinano lo stato di salute.
E' Vaso Governatore - Ha origine nella cavità pelvica e si sviluppa in due direzioni. Un ramo scende fino al perineo, dove torna in superficie e raggiunge la punta del coccige. Sale poi lungo la colonna vertebrale (i punti sono localizzati negli spazi intervertebrali), raggiunge la testa e ridiscende sulla fronte, passa per il naso e termina al centro del palato. Secondo la Medicina tradizionale cinese, il Vaso Governatore, detto Du Mai, è il luogo di riunione di tutte le energie yang dell'individuo. Il Vaso Governatore è detto anche Canale di controllo. La parola "Du" indica un governatore o qualcuno che controlla alla stregua di un generale. Questo vaso governa quindi la colonna vertebrale e la controlla verso l'alto.
E' Vaso della Concezione - Ha origine nella cavità pelvica, esce in prossimità del perineo, fra l'ano e i genitali esterni, attraversa la zona del pube e raggiunge la mandibola passando attraverso l'addome, il petto, la gola. Secondo la Medicina tradizione cinese, il Vaso della Concezione è il luogo di riunione di tutte le energie yin dell'individuo.
E' Meridiano della Cintura (o addominale) - Questo canale è il più semplice di tutti e somiglia proprio a una cintura tenuta un po' bassa. E' l'unico flusso energetico orizzontale del corpo e la sua funzione è quella di riequilibrare l'energia al centro del tronco, influenzando in particolar modo il basso addome. Si dice che "stringendosi o allargandosi" controlli tutti gli altri meridiani, stabilizzandone l'energia. In particolare, raccoglie l'energia dei tre punti della vescica biliare che si trovano sul lato interno della cresta iliaca. Il Meridiano della Cintura si occupa della piccola circolazione celeste.




I TRE CENTRI DELL'ENERGIA CELESTE TAN T'IEN


I tre Tan T'ien, attraverso la pratica dello Shin Do, si aprono alla libera circolazione celeste e il corpo e la mente cominciano a provare il piacere dolce della primavera. Vediamoli, seguendo le indicazioni del maestro Zendo Tetsugen, tratte soprattutto dal libro La terapia Zen.
Nel corpo ci sono tre cancelli che regolano il flusso delle energie e vengono chiamati Tanden in lingua giapponese e Tan T'ien in lingua cinese. Sono tre cancelli che a livello fisico corrispondono al diaframma pelvico, toracico e cervicale, ciò inferiore, mediano e superiore. Dopo l'attivazione dell'Hara, ciò dopo il contatto profondo con la sorgente Ki del ricevente, dopo aver lasciato che l'energia Ki si sia sincronizzata con quella del ricevente, dopo aver "assimilato" il corpo del ricevente con tutte le sue sensazioni, possiamo iniziare ad aprire i cancelli che permettono la circolazione energetica in tutto il corpo.
Questi tre centri dell'energia divina, come li chiamavano gli antichi saggi taoisti, regolano il flusso di energia Ki dal basso verso l'alto e viceversa. L'apertura di questi tre cancelli permette una buona circolazione di energia in tutto il corpo e aiuta la manifestazione armoniosa delle 
forze psicofisiche in essi collegate.
E' Il Tan T'ien Inferiore (detto anche Mare della Vitalità, Xia, Crogiolo energetico della crescita, energia della terra fisica del corpo sessuale, densa e forte) nel corpo corrisponde al diaframma pelvico ed è di grande importanza per trasmettere l'energia in tutto il corpo. Il diaframma pelvico è una parete che si estende attraverso la parte inferiore del tronco, sospeso tra il livello dell'osso pelvico anteriormente e dell'osso sacro posteriormente: e anche la base della cavità pelvica contenente organi e visceri: l'intestino tenue e il crasso, la vescica, i reni, il fegato, la milza e il pancreas. è questo diaframma che con il suo movimento mantiene in forma gli organi vitali. Insomma, l'energia primaria circolante in questo Tan T'ien, come quelle del bacino, sono in rapporto con tutti i nostri visceri interni, con gli organi riproduttivi e le loro energie. Ciò con tutte quelle energie che ci dovrebbero portare al movimento, inteso come riproduzione, ma anche come agire della manifestazione del nostro sentire. Quando queste energie nel Tan T'ien Inferiore sono bloccate, la manifestazione del nostro agire fisico viene inibita, e le energie o ristagnano o si spostano altrove, provocando profondi e pericolosi squilibri.
E' Il Tan T'ien Mediano (Campo dell'elisir in fiore, Zhong, Crogiolo energetico dello sviluppo, energia del fuoco dei sentimenti, dell'amore, è l'emozione sottile, la coscienza) ha il suo cancello corrispondente a livello fisico nel diaframma toracico: è il passaggio centrale dell'energia. Questa corrispondenza fisica e generica è puramente indicativa, perchè, a livello energetico, le corrispondenze fisiche sono molteplici. I tre cancelli fisici sono quindi da considerare come punti di riferimento indicativi, importanti sono i punti energetici principali a essi corrispondenti. Ogni energia primaria bloccata in questo Tan T'ien impedisce non solo una normale e libera funzione del pensiero, ma la sua libera espressione in accordo con il nostro sentire profondo emozionale. Attraverso la pratica, dopo aver liberato le energie incanalate nel Tan T'ien Centrale, mettendole in contatto con il chakra del cuore, fino ad arrivare al Cuscino di Giada, che è la porta d'accesso al Tan T'ien superiore, le emozioni inizieranno di nuovo a manifestarsi liberamente. Non sono da escludere forti sblocchi con superficiali o profonde catarsi o visualizzazione di episodi della propria vita che hanno provocato tali blocchi.
E' Il Tan T'ien Superiore (Tempio dello spirito originario, Shang, Crogiolo energetico del compimento, energia eterica dell'armonia universale) ha il suo cancello nella zona dell'Atlante: la prima vertebra cervicale. Questo cancello, quando non è aperto è responsabile dell'eccesso di energia mentale, ma è anche la porta che permette il passaggio dell'energia vitale agli stadi superiori del nostro essere. In tutti i sistemi energetici questa è la sede dell'energia raffinata che permette la realizzazione finale. La tradizionale collocazione dei chakra superiori, del terzo occhio e del chakra della corona, situato al centro superiore della testa, mostra come sin dall'antichità la testa fosse ritenuta la porta dell'energia spirituale. Messa in moto l'energia fisica nel Tan T'ien Inferiore e iniziato un processo di sblocco, pulizia e riequilibrio del Tan T'ien centrale, possiamo comunicare più liberamente con la parte più profonda del nostro essere e iniziare quel cambiamento di coscienza, che il nostro Sé profondo aspetta da tempo.

Nella fisiologia occidentale i tre Tan T'ien sono i diaframmi che separano trasversalmente il nostro corpo. L'attività dei diaframmi è strettamente collegata al buon funzionamento degli organi interni e al collegamento del ritmo di tutto il corpo. La fisiologia moderna afferma che il ruolo dei diaframmi è indispensabile all'attività degli organi posti al di sopra e al di sotto di questi e alla giusta regolazione della propagazione dei fluidi. Quando questi diaframmi, rilassandosi, acquistano un movimento sincrono si ha l'integrazione dei tre Tan T'ien.

Primo cancello (Tan T'ien inferiore)
Si appaggia la mano destra nella parte più bassa dell'addome, il dito mignolo con il suo margine destro tocca l'osso pubico, la mano sinistra e sotto la schiena del ricevente con il dito mignolo che tocca l'osso sacro.
La mano destra è posata delicatamente sull'addome, quasi senza peso (può "pesare" da cinque a sette grammi), una pressione appena un po' più forte bloccherebbe il rilascio delle fasce muscolari irrigidendo il diafiamma. La respirazione dell'operatore sarà calda, piena, molto presente energeticamente, corrispondente alla vibrazione energetica di questo Tan T'ien.
Quando si comincia a sentire un calore sotto la mano destra, sarà il segnale che la zona inizia a rilassarsi e che inizia a fluire maggior energia.
Il riequilibrio energetico di questa zona aiuta a risolvere problemi fisici legati all'apparato urogenitale, per esempio: problemi alla prostata, disturbi legati al ciclo mestruale (doloroso, irregolare), problemi collegati al ristagno di liquidi alle gambe, piedi gonfi, lombosciatalgie, in pratica 
tutti quei problemi che si manifestano a causa di una cattiva circolazione energetica in questa zona.
Secondo cancello (Tan T'ien mediano)
Proseguendo con il riequilibrio del secondo Tan T'ien, si poggia la mano destra al di sotto dello sterno e la mano sinistra delicatamente sopra la destra.
Questo sblocco energetico permette al diaframma toracico di riprendere tutte le sue capacità funzionali, così che la respirazione diviene più profonda e addominale.
Questa zona energetica è collegata a tutti gli organi interni e alle ghiandole surrenali. Quando il diaframma si abbassa, lo sterno si abbassa e comprime la ghiandola del timo, la ghiandola dello sviluppo e del ringiovanimento, importantissima per le difese del sistema immunitario. 
Infatti, mantenere in efficienza questa ghiandola significa rafforzare le capacità di difesa del corpo e prevenire così l'insorgere di malattie da deficit immunitario.
Quando questa zona e sbloccata, l'energia fluisce copiosa in tutta la parte centrale del corpo e quel senso di oppressione o di vuoto al petto si dissolve.
Il nome di questo punto è Chung-Wan, "Palazzo Centrale".
Per aiutare ulteriormente lo sblocco di questa zona e di quella successiva si poggia la mano destra sul petto, nel punto centrale della linea che congiunge i capezzoli. La mano sinistra si porta dietro la schiena del ricevente all'altezza delle prime vertebre toraciche.
Il nome di questo punto anteriore è Shuan-Chung, "Palazzo Padronale", ed è il punto che corrisponde ad Anahata, il chakra del cuore.
Sia nel trattamento del diaframma centrale sia sul punto del "Palazzo Padronale", la respirazione dovrà essere in accordo con la vibrazione energetica di questa zona. Una respirazione lunga ma leggera entrerà in sintonia con l'energia raffinata di questa zona. Si rimane così 
sino a un attimo dopo l'insorgere del calore. è molto importante che, nel corso di questo contatto, la posizione dell'operatore si mantenga comoda e completamente morbida: le mani sono tutto il corpo, se il corpo è teso, in posizione scomoda, è difficile che le mani possano mantenere il giusto contatto.
Terzo cancello (Tan T'ien superiore) 
Si prosegue con il Tan T'ien superiore. Si poggia la mano sinistra sotto il collo: mentre il mignolo tocca la prima vertebra cervicale, la mano destra avvolge tutta la parte superiore della testa.
ll primo punto interessato si chiama Yu-Chen, "Cuscino di Giada", mentre al centro della testa c'e Bai-Hui o "Bussola dell'Uomo". Questa è la sede dell'energia suprema legata alIa mente, collegata con l'ipofisi e la tiroide. Il rilassamento mentale prodotto dal trattamento in questa zona induce una maggiore lucidità e intuizione mentale e porta nelle profondità del nostro essere, là dove ogni trasformazione diviene possibile.
Si sosta in questa zona per qualche minuto con una respirazione eterea, che non deve sentirsi: la "Respirazione degli angeli". Quando si avverte la zona rilassarsi sotto le mani, si tolgono delicatamente e si lascia che il ricevente prosegua per il suo viaggio da solo.

Nella pratica dello Shin Do, l'apertura e/o il riequilibrio dei tre Tan T'ien è seguita dalle pinzature su particolari punti laterali chiamati anelli o segmenti energetici individuati dai Taoisti già 3000 anni fa e studiati oggi da alcuni ricercatori (vedi Lowen, Reich, Bottaccioli ecc.). 
Il contatto epidermico e le intrarelazioni fisiche-emotive-energetiche, che sono un punto fondamentale dello Shin Do, trovano la loro esaltazione nel percorso dei cinque anelli, gli stessi punti che i taoisti avevano individuato per ottenere lunga vita.

AKI NO KAZE (Vento d'autunno)
Pratica di sblocco dei cinque anelli taoisti. Rilassamento e riequilibrio dei punti di relazione Vaso del Governo - Vaso della Concezione. Procedimento:
Il Primo Anello (Pinza alle tempie) 
In posizione seiza dietro la testa, dopo un contatto delicato sul torace del ricevente, con i palmi destro e sinistro delle mani sovrapposti (contatto Shin), portare le mani sugli occhi con una leggera pressione, spostarsi quindi sui tessuti in corrispondenza dell'incavo delle tempie, con il dito medio e il pollice, pinzare i tessuti e allontanarli verso l'esterno lentamente, attendere 1-2 minuti. Riportare i tessuti nella loro sede naturale, appoggiare i palmi delle mani sugli stessi (per portare calore, calma, sicurezza).
Spostare le mani dietro il collo, sempre con il pollice e il medio (o l'indice), pinzare i cordoni laterali cervicali, portare delicatamente i muscoli verso terra, attendere pochi minuti e lentamente riportarli in sede naturale. Mettere i palmi delle mani, ormai molto calde, ai lati del collo, all'altezza della mandibola e fermarsi qualche secondo come sopra.
Il Secondo Anello (Pinza Ponte superiore del Torace) 
Portare le mani a pinza ai lati del torace, all'altezza ascellare. Procedere come nei precedenti punti già descritti, allontanando la pelle verso l'esterno (si allarga l'anello energetico), riportando poi calore nello stesso punto, sempre con i palmi delle mani e attendere. Allontanarsi pian piano dal contatto, lasciando che il ricevente assimili e consapevolizzi la pratica. Prima di passare al terzo anello riportare le mani sovrapposte sul petto (contatto Shin), continuare così a dare rilassamento e a permettere che si allenti lo stress. Con il calore delle mani, la calma, la presenza, è possibile portare calma e gioia nel cuore (Chung del rinnovamento, dell'amore, della gioia).
Il Terzo Anello (Porta superiore dell'addome)
Portarsi al fianco destro del ricevente ed effettuare le pinzature sui tessuti molli ai lati della parte bassa della gabbia toracica, all'altezza del diaframma (plesso solare), lateralmente quindi al terzo anello o segmento energetico. Procedere come nel primo e secondo Anello. In questo punto il plesso solare viene stimolato al rilascio delle tensioni emotive, si allentano le tensioni della gabbia toracica permettendo un movimento più fluido del diaframma, riportando così un'ampia e nutriente respirazione. (Stabilità delle emozioni).
Il Quarto Anello (Porta inferiore dell'addome)
Lateramente al bacino appena sotto la cresta iliaca, pinzare i tessuti, portarli verso l'esterno, stesso procedimento degli anelli precedenti. In questa zona la pratica dell'Aki No Kaze che stiamo eseguendo permette il rilascio delle tensioni intestinali, genitali ecc. (In questa zona spesso si concentrano le paure degli abbandoni e quelle arcaiche ancestrali).
Il Quinto Anello (Fianchi, perineo)
Pinzatura dei lati esterni alla sommità delle cosce (altezza trocantere): è l'ultimo anello o segmento energetico della pratica Aki No Kaze. Si procede come nei precedenti anelli e si ottiene il rilassamento o lo sblocco di un altro punto importante (Cancello della Mortalità) che si trova in corrispondenza come detto, del perineo (hui-yin). Questo punto energetico fa da collegamento con la sommità del capo (pai-hui). Incontro delle cento energie: il vaso della Concezione e quello del Governo s'incontrano, creando il flusso della circolazione celeste.

In Occidente, come sopra accennato, questi principi sono stati ripresi dalla bioenergetica, una teoria che si fonda soprattutto sugli studi dello psicoanalista "eretico" Whilhelm Reich e del suo allievo Alexander Lowen, i quali hanno avallato le pratiche già create dai Cinesi di almeno 3000 anni fa. Queste pratiche sono state studiate anche dalla psicoterapia e dalla neurologia. In questo secolo sono state quindi testate dal mondo occidentale con percorsi paralleli a quelli orientali.
Per i cinesi gli anelli o corazze sono cinque. Per Reich e Lowen sono sette perchè suddividono il secondo in tre. Per corazze si intendono le tensioni (cronicizzate e non) che, a forma circolare, sono intorno al corpo e corrispondono proprio alle aree dove passano i punti della piccola circolazione celeste.
Per lavorare in queste aree e sbloccare i cinque anelli abbiamo visto che si usa la pratica chiamata AKI NO KAZE. Qui di seguito esaminiamo in generale cosa avviene in ogni anello secondo le teorie, sia dei taoisti sia di Reich.
IL PRIMO ANELLO - SBLOCCO ENERGETICO OCULARE
Gli occhi sono le "finestre dell'anima", ricevono le informazioni che facilitano il movimento nella vita e la vista fornisce stimolazioni sensoriali che influenzano fino al 70 per cento ciò che vediamo. Elsworth dice che "essi sono in effetti un'estensione del cervello e il mezzo per mobilitarlo". I taoisti dicevano che il terzo occhio è la residenza dello Yuan Shen, lo spirito primordiale il quale si manifesta solo nella quiete. Per aprire il terzo occhio abbiamo bisogno di rilasciare l'armatura oculare. Il segmento oculare influenza anche il "chakra della corona". Reich disse che l'inespressività degli occhi, la rigidità della fronte e delle palpebre e un'espressione simile a una maschera sono le caratteristiche di un'armatura oculare che può causare anche l'incapacità di lacrimare. Spesso le inibizioni nascono fin da piccoli per via di traumi e/o condizionamenti imposti e non. La "maschera" comunque a volte ci è utile nella vita, ma solo se utilizzata con equilibrio. Gli occhi non sono soltanto organi della vista, ma anche del contatto. Lowen descrive due passaggi del flusso energetico che raggiunge gli occhi. Il primo è un ramo interno del meridiano del cuore, che scorre lungo la parte frontale del corpo, e dal cuore sale alla gola e al viso, fino a raggiungere gli occhi. La sensazione associata a questo flusso è il desiderio di contatto. Esso dà origine a uno sguardo dolce e attraente, che altrimenti sarebbe ostile e duro. Il secondo passaggio energetico è il meridiano della vescica biliare che scorre lungo il lato posteriore della testa, sale fino all'apice e raggiunge infine la fronte e gli occhi. Questo flusso caratterizza lo sguardo aggressivo. Anche il meridiano del fegato ha ramificazioni che raggiungono e nutrono gli occhi. L'armatura oculare è una manifestazione fisica della maschera che, unitamente all'armatura orale, forma la maschera facciale completa. I problemi possono insorgere a livello del collo creando a volte occhi stanchi, emicrania, mal di testa, dolori alla mandibola o ai denti, alla gola eccetera.
L'ANELLO ORALE - SBLOCCO ENERGETICO DI BOCCA, COLLO, SPALLE E TORACE SUPERIORE
Comprende mandibola, lingua, mento, faringe, i muscoli della bocca e quelli dell'occipite. I blocchi energetici in questo punto riguardano il mentale. L'armatura del segmento orale è in stretta relazione con il trattenere suoni e pianti. Altri segmenti coinvolti nel trattenere le lacrime sono quelli di occhi, collo, spalle e petto. Il segmento orale è coinvolto in tutti i tipi di espressione emozionale, tra cui parlare, piangere, ridere, sorridere, succhiare, gridare, fare smorfie, mordere e sputare. L'armatura del segmento orale agisce come una difesa inconscia: contro l'essere forzato a inghiottire qualsiasi "cosa" o contro l'espressione di quelle emozioni che temiamo non siano accettate dagli altri. Secondo Lowen, sbadigliare permette di respirare più profondamente e quindi aiuta a rilassare la mandibola; ciò consente alla bocca e alla gola di aprirsi maggiormente e di fare entrare più aria (e qi). La bocca è il serbatoio delle emozioni, il trattenerle crea anche la reazione del bruxismo (digrignare i denti di notte). Nella giusta manifestazione, avere una chiusura forzata della bocca è una forma di difesa (equilibrio). Il collo funge da mediatore dei conflitti tra i pensieri e le emozioni, ovvero tra la testa e il cuore, luogo di divisione dell'IO-ESSO. La testa viene generalmente considerata l'Io. Inferiormente al collo si localizza il grande Esso, il corpo, il quale viene spesso considerato un fastidioso ME (es. "questa tensione alla spalla mi fa impazzire"). Alcuni studiosi sostengono che il collo è paragonabile a un barometro del livello generale dello stress. Quando Esso è rilassato, anche il resto del corpo-mente lo sarà. Al collo è associata anche la creatività e la libera espressione della propria personalità. Un anello corazzato intorno al collo è invece esattamente l'opposto. Per aprire il chakra della gola è necessario rilasciare la corazza del segmento del collo e delle spalle. Il segmento del collo influenza anche la lingua, connessa al sistema osseocervicale. Il suo rilascio, insieme con quello orale, può creare il desiderio di emettere suoni e grida. Rabbia, tristezza e paura sono emozioni che vengono generalmente represse con l'irrigidimento del collo, in modo da isolarle dal cuore. Rilasciare l'armatura posteriore e laterale del collo può liberare, ad esempio, il pianto.
Le spalle sono la rappresentazione emotiva della responsabilità. Le spalle che tendono all'indietro esprimono un'attitudine di trattenimento che può indicare un conflitto interiore tra il volere esprimere qualcosa e l'aver paura di perdere il controllo. Quando sono corazzate riflettono la difficoltà del "portare sulle spalle" le proprie responsabilità. Quando sono arrotondate, infatti, potrebbe esserci la sensazione di sovraccarico, di avere il peso del mondo sulle spalle e forse anche di insicurezza verso le proprie responsabilità. Così come le spalle curve potrebbero riflettere un senso di vulnerabilità e un'attitudine cronica di autoprotezione. Mentre le spalle rialzate potrebbero riflettere paura. L'espressione di un'emozione vissuta a livello del cuore viene bloccata principalmente dagli anelli di tensione del segmento orale del collo e delle spalle. Segmento che controlla l'insieme delle emozioni localizzate nel torace. Quando vi è tensione diffusa in tutto il segmento delle spalle, le costole superiori si alzano e diventano immobili co-stringendo il torace. Questo movimento limita il respiro e restringe l'apertura del cuore cosicchè le emozioni del cuore difficilmente possono affiorare all'attenzione cosciente. Le tensioni croniche di spalle e braccia sono spesso in relazione al trattenere l'energia e l'espressività. Se le braccia sono deboli e poco sviluppate, può essere difficile allungarsi verso l'esterno e afferrare la vita e l'amore. I muscoli delle spalle appartengono, e quindi sono inclusi, a quelli del torace e quindi all'armatura del torace. Il movimento libero del torace accresce la consapevolezza di essere vivi e di sentimenti di apprezzamento e di amore. Le tensioni del torace sono associate alle emozioni "vissute nel cuore".
La funzione principale del "chakra del cuore" è la compassione. I taoisti dicevano che il cuore è la residenza dello Shih Shen, cioè lo spirito passionale terrestre che ama il movimento delle emozioni. Con un torace corazzato, la collera è fredda, il pianto e il desiderio sono troppo deboli e l'abbraccio non viene sentito vegetativamente. Le manifestazioni tipiche del torace corazzato sono mani fredde e sudate, mancanza di sensibilità ai capezzoli, ipertensione, asma, la tendenza a essere affetti da polmonite o altri problemi del sistema respiratorio, palpitazioni e sindrmi ansiose che possono colpire il cuore. Gli effetti principali che derivano dal rilassamento del torace sono il riso e il pianto, e anche emettere il suono "aaaaahhhhh".
L'ANELLO DEL DIAFRAMMA
Il diaframma, organo essenziale di respirazione, è un grande muscolo piatto che separa la cavità toracica da quella addominale. Esso si contrae a ogni inspirazione, permettendo così al torace di espandersi e ai polmoni di scendere. Il diaframma è localizzato sopra a reni, fegato e milza, ha le sue inserzioni sul processo xifoideo anteriormente, e sulla decima-undicesima-dodicesima vertebra toracica e sulla prima lombare posteriormente. L'armatura del diaframma è l'espressione dell'atteggiamento "no-no". Il diaframma si contrae in risposta all'ansia o alla paura di perdere il controllo, specialmente nei riguardi delle sensazioni sessuali profonde. Per questo motivo l'armatura del diaframma viene associata anche all'ansia del piacere o al tentativo di reprimere gli impulsi piacevoli, seguito dall'insorgere di rabbia e collera. Prima di rilasciare l'armatura del diaframma, è necessario rilasciare i segmenti superiori (oculare, orale e del collo) per liberare la capacità espressiva della propria personalità. Il rilascio di questo segmento apre il respiro e libera molta energia. La tensione diaframmatica è una delle difese principali contro l'ansia, mentre la sua contrazione cronica può creare la predisposizione all'ansia. Si dice che sciogliere l'armatura del diaframma conduce verso le "profondità della funzione della vita". Lo Shin Do è 
una pratica molto mirata per lo sblocco di questo anello.

L'ANELLO ADDOMINALE
Rilasciare le tensioni di questo anello di solito è più semplice. La contrazione e la gabbia di questo anello sono i muscoli addominali: disposti a fasce, arrivano fino al retto che poi è collegato fino al diaframma attraverso la porta pelvica. Quando queste parti sono in tensione, la zona lombare ne risente. La tensione sull'addome si forma nei fianchi. Quindi, fare un buon trattamento sulle parti laterali induce il rilassamento addominale. L'addome è attraversato da tutti i meridiani e vi risiedono - a parte cuore e polmoni - tutti gli organi vitali con cui sono collegati. L'armatura addominale è in relazione, oltre che alla paura generale di sentire, anche a una particolare paura verso le sensazioni sessuali. (La paura è rifiuto dell'ascolto e del cambiamento; spesso ci educano fin da piccoli a forzare gli accadimenti di paura e, quindi, da bambini ci diseducano al respiro profondo). La tensione addominale limita l'accesso a due centri energetici vitali, il primo dei quali è il "chakra del plesso solare". Localizzato sotto il diaframma e sopra l'ombelico, è un tesoro di emozioni e il centro del potere personale. Si dice che l'armatura in quest'area è in relazione alla paura di perdere il controllo delle proprie emozioni. L'apertura di quest'area indica invece la capacità di essere in contatto con le proprie emozioni, di rispettare le emozioni degli altri e di utilizzare il potere personale per accrescere la propria esperienza senza danneggiare gli altri. Respirare lentamente e costantemente nell'hara, aiuta in particolare a rilasciare il diaframma, l'addome e il segmento della pelvi. 
L'ANELLO PELVICO
Insieme agli arti inferiori, è il quinto anello (taoista) e include anche la muscolatura della pelvi, i muscoli del bacino e del perineo. è il segmento localizzato più in basso fra tutti. Quando è corazzato, si osservano la retroversione del bacino, lo sfintere contratto, l'ano e il pavimento pelvico spinti verso l'interno e verso l'alto. L'armatura a livello della pelvi può creare una diminuzione delle sensazioni sessuali, fino alla completa insensibilità della vagina o del pene, oppure un'ipersensibilità dell'uretra. La lombalgia, la sciatalgia, la stitichezza, i problemi urinari e tutte le problematiche sessuali sono altre possibili manifestazioni, unitamente al senso di freddo, al gonfiore o all'intorpidimento dei piedi e delle gambe, a formicolio e varicosi. Le funzioni pelviche riguardano l'eliminazione. Eliminiamo materiale di scarto attraverso il grosso intestino e l'ano, liquidi in eccesso attraverso i reni e la vescica, fluidi sessuali ed eccitazione attraverso gli organi sessuali. Anche le gambe, che lavorano congiuntamente alla pelvi, sono organi di scarico energetico. Finchè le tensioni inibitorie dei muscoli pelvici non vengono rilasciate, le sensazioni di piacere non possono manifestarsi naturalmente. Si dice che il segmento della pelvi è in relazione ai bisogni primari della sopravvivenza. Dal punto di vista tradizionale orientale, il centro energetico del basso addome è di primaria importanza. Il "chakra sacrale" (a mezza strada tra l'osso pubico e l'ombelico) è associato alla salute, alla sessualità e alle radici della creatività. Viene spesso associato all'hara. Poichè le gambe sono collegate alla pelvi, dopo il rilascio della pelvi e quindi delle stesse gambe, è possibile sperimentare una nuova consapevolezza su come i piedi contattano il suolo, su come sia più comodo sedersi con le gambe non incrociate e stare in piedi con le ginocchia non tese. Uno dei motivi di blocco di questo anello è quello di non dare libero sfogo a ciò che si vuole fare, frustrazioni ripetute e cronicizzate.

I segmenti formano tra di loro un sistema integrato. Il rilascio di una corazza aiuta a sbloccare anche gli altri. Viceversa, il rilascio di altri segmenti può essere necessario al fine di liberare completamente il segmento interessato. Anche Reich suggeriva di lavorare dall'alto verso il basso, iniziando con il rilascio della muscolatura facciale e del collo, terminando poi con quello della pelvi. Questo è l'ordine generalmente seguito nello Shin Do.

La pratica Shin Do continua con una serie di tecniche: "Portare lo yang nello yin", "Haru No Umi", "Contatto shin", "Incontro con il drago" ecc.

Per capirci meglio: il "cammino" di Reich
La teoria dei segmenti nacque nel 1933 con la pubblicazione del libro, allora considerato rivoluzionario, di Reich Analisi del carattere, dove viene spiegato come l'armatura muscolare e l'armatura caratteriale siano funzionalmente identiche. Ciò significa che la tensione muscolare cronica e l'armatura delle attitudini caratteriali hanno la stessa funzione difensiva. Inoltre la formazione del carattere risulta dall'unione "dell'energia vegetativa". L'armatura muscolare non segue nè i percorsi dei muscoli, nè quelli dei nervi: è circolare.
Reich descrisse sette "anelli" chiamati: armatura oculare, orale, del collo, del torace (spalle incluse), del diaframma, dell'addome e della pelvi.
Questi "anelli d'armatura" o "segmenti" sono sezioni orizzontali del corpo nelle quali le tensioni muscolari frontali, posteriori e laterali sono collegate funzionalmente. Reich spiegò che un segmento dell'armatura è composto da organi e gruppi muscolari che sono funzionalmente collegati e che si accompagnano a vicenda nell'espressione dei movimenti espressivi emozionali. Ciò significa che un segmento è fatto di muscoli e organi che lavorano insieme per esprimere una particolare emozione. Un segmento è un anello orizzontale di muscoli e di punti funzionalmente collegati tra loro. Rilasciare una tensione in un segmento suI suo lato frontale aiuta a rilasciare la tensione su quello posteriore e viceversa. Fenomeno che è stato definito "effetto fronte-retro".
Braccia e gambe sono considerate segmenti a parte, anche se le prime vengono generalmente incluse nel segmento delle spalle e le seconde in quello della pelvi. Le braccia comunque sono strutturalmente e funzionalmente in relazione alle spalle, mentre le gambe alla pelvi.
Fino a non molti anni fa la prima metà del libro Analisi del carattere veniva utilizzato come testo in alcune scuole di medicina, ma agli studenti veniva detto di non leggere l'ultima parte (troppo innovativa). La prima parte era dedicata alle tecniche psicoanalitiche, incluso resistenza, transfert, formazione e struttura del carattere. La seconda all'energia orgonica, ai segmenti dell'armatura e al loro rilascio. Il libro va dalla psicoanalisi alla "biofisica orgonica", un percorso che non era accettabile da una comunità medica conservatrice, ma in cui i taoisti sarebbero stati a loro agio.
Reich ipotizzò l'esistenza di una "forza vitale specifica" diversa dal calore, dall'elettricità, dal magnetismo, appartenente invece ai processi vitali e al cambiamento e sviluppo delle forme viventi. Egli utilizzò diversi nomi per quest'energia quali: energia vegetativa, energia biologica, bioelettricità, fino al più conosciuto: energia orgonica. I cinesi chiamavano questa forza vitale "Qi".
Reich notò che dal momento in cui una corazza muscolare rigida viene rilasciata, emergono sensazioni corporee involontarie quali tremori, spasmi, sensazione di caldo o freddo, sensazioni pungenti, brividi ed emozioni come ansia, rabbia e piacere. Egli utilizza il termine "correnti vegetative" per descrivere queste e altre manifestazioni fisiche caratterizzate dal movimento. Egli disse che queste manifestazioni non sono nè la causa nè l'effetto dei processi psicologici, sono invece processi psicologici attinenti alla sfera fisica.
Uno degli scopi della terapia di Reich era quello di promuovere il riflesso dell'orgasmo, qualsiasi movimento corporeo involontario, ritmico e ondulatorio che può manifestarsi durante il rilascio delle armature muscolari e durante un rilascio sessuale profondo. Una delle frasi più intuitive di Reich, diventata poi famosa come sunto della sua teoria, dice: "Amore, lavoro e conoscenza sono la sorgente della vita. E dovrebbero anche governarla". Ciò di cui abbiamo bisogno è di abbandonarci alla nostra natura di esseri viventi, cosicchè possiamo sentire I'amore in tutte le sue forme e sperimentare l'unità con la natura.
Reich vedeva l'uomo modemo sofferente e intrappolato dalla "peste emozionale". II dottor Elsworth F. Baker spiega che il tormento delle emozioni è composto dalla struttura sociale e individuale che blocca la progressione verso un movimento e un'espressione della vita libero e naturale. Mentre nessuno di noi è completamente libero dal tormento delle emozioni, alcune persone particolarmente intelligenti, capaci e piene d'energia, non riescono a tollerare questo funzionamento naturale della vita. Queste persone "antisessuali" sono "pesti emozionali", che dalla loro posizione autoritaria pongono delle restrizioni alla vita naturale, razionalizzando i loro atteggiamenti persecutori come finalizzati "per il bene comune". Reich, inoltre, attribuì l'origine dell'aggressività e della nevrosi all'accumularsi della tensione sessuale genitale e sottolineò ripetutamente la funzione catartica dell'orgasmo. Per lui il lavoro terapeutico era sostanzialmente mirato a sciogliere la corazza caratteriale o muscolare che le persone costruiscono per difendersi dall'angoscia e dai conflitti, in modo da consentire all'energia di circolare di nuovo liberamente.
Secondo Reich, è possibile uscire dalla trappola, ma prima dobbiamo prenderne consapevolezza, poi dobbiamo "conoscerla bene per poter trovarne la via d'uscita". La trappola è la nostra struttura emozionale o armatura caratteriale. Capire la natura della trappola è diverso dall'accusare la società per aver creato la trappola. è persino difficile riuscire a trovare chi accusare, poichè la peste emozionale è presente già da molto tempo. Osservando le cose dall'esterno, come se stessimo osservando degli alieni, possiamo vedere che il problema si trova all'interno di chi è intrappolato, e non nella trappola in sè. Sembra incredibile che le persone tendano a rimanere nella trappola piuttosto che cercare la via d'uscita, che poi è così visibile. Ciò è spiegato dal fatto che quando le persone si avvicinano all'uscita, si impauriscono e fuggono via. L'elogio, inoltre, non è proprio la risposta usuale quando finalmente si trova l'uscita; le persome, al contrario, hanno la tendenza a trattenersi a vicenda nella trappola. 
I taoisti, apparentemente, sono riusciti a uscire dalla trappola: silenziosi, umili, vivendo in modo semplice, spesso sulle montagne. La cosa più difficile è uscire completamente dalla trappola senza trascinarla con sè. La campagna ci permette di contattare più facilmente la natura, manifestazione del "Tao". Trovarci sulla cima di una montagna non risolve tutto, ma può facilitare iJ contatto con il Sè interiore.


UN'AGGIUNTA: BODHIMANDALA - IL MANDALA DI LUCE DEL CORPO (da Iona Marsaa Teeguarden)
Il corpo è un grande mandala. Il mandala è solitamente un diagramma simbolico che rappresenta le forze dell'universo. I mandala dipinti, scolpiti, o semplicemente disegnati suI terreno, sono utilizzati dal meditante per superare gli aspetti visibili del mondo e cogliere l'ultima struttura del cosmo.
A Borobudur, nell'isola di Giava, esiste un tempio buddhista a forma di mandala praticamente tridimensionale. Il meditante deve percorrerlo seguendone il percorso preciso, superando diverse porte e piani e terrazze in un cammino di liberazione fino alla cima dove è posto un reliquiario vuoto, simbolo dell'assoluto.
Il percorso Ten Shin, è un percorso energetico attraverso il mandala del corpo.
Si entra nella porta principale attraverso l'Hara, si percorre la sua dimensione fisica attraverso la "Bocca di Drago" e si attraversano le sue porte segrete. I tre Tan T'ien si aprono con fiducia per rivelare il percorso di luce e infine si ritorna alla Sorgente originaria attraverso le Porte antiche, i Punti Sorgente.
Gli antichi saggi dicono: "Muovere il soffio vitale dal punto Kikai, attraverso i Tre Passi (i tre cancelli Tan T'ien) e farlo ascendere fino al cervello, riunirlo e armonizzare con le Acque Spirituali e poi farlo scendere nuovamente al Tan T'ien lnferiore, e realizzare l'immortalità, il 
Niwan (Nirvana)".
Il bodhimandala, cioè il mandala dell'illuminazione, del percorso della luce dell'energia rigeneratrice, è il mandala vivente, siamo noi.
Quando ci poniamo come tramite terapeutico, entriamo in intimità profonda con l'altra persona e passo dopo passo riportiamo al suo splendore il bodhimandala. Come pazienti archeologi, riscopriamo i tesori nascosti del nostro e altrui mandala.
I tesori sono già là, dobbiamo soltanto riscoprirli (togliere la polvere dei secoli), e dare a quei tesori la possibilità di ritornare alla luce del sole, al loro originario naturale splendore.

BIBLIOGRAFIA
SCUOLA ZEN DI SHIATSU, Shin Do. Quando il cuore sorride il Tao prospera, Il Cerchio, Milano.
CARLO TETSUGEN SERRA, La terapia Zen, Xenia edizioni.
RYOKYU ENDO, Tao Shiatsu - Terapia del XXI secolo, i principi taoisti nella pratica dello shiatsu, Edizioni Meditarranee.
SHIZUTO MASUNAGA - WATARU OHASHI, Zen Shiatsu. La terapia shiatsu secondo i principi dello Zen, Edizioni Mediterranee.
IONA MARSAA TEEGUARDEN, Jin Shin Do, un ponte tra Oriente e Occidente, Edizioni Mediterranee.