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Bagni di fieno

 

Quando si parla di fieno e fienili il pensiero, malizioso, corre subito a quegli amori che nascevano nelle notti d'estate fra i contadini che avevano trascorso una dura giornata di lavoro. Ma nella zona del Trentino Alto Adige quei letti improvvisati dell'800 e dei primi anni del 900 erano particolarmente caldi e rilassanti, ma non per la ragione che credete. Il fatto è che le erbe raccolte in quelle zone, oltre a fermentare e quindi provocare un calore abbastanza alto (tra i 40 e i 60 gradi), avevano particolari proprietà. "I contadini dell'Alpe di Siusi e di alcune valli ladine - racconta il prof. Franco Pedrotti, del Dipartimento di botanica ed ecologia nell'Università di Camerino" notarono che dopo una notte sul fieno si svegliavano in buone condizioni fisiche, senza i dolori legati alla fatica oppure ai diffusi reumatismi. Dal secolo scorso a ora i bagni di fieno si sono trasformati da pratica empirica in una vera terapia termale, che si basa sull'uso di erbe fresche falciate nel loro ambiente naturale, e riconosciuta come tale dalla medicina e recentemente dalla sanità pubblica e quindi rimborsabile?. Cos'è esattamente il fieno? -  "l'erba dei prati falciata in estate per ottenere il foraggio necessario poi nei mesi invernali all'allevamento del bestiame".
Quelle che contano sono le erbe officinali che compongono il fieno; solo in alcune zone, infatti, la composizione provoca effetti benefici. Per esempio, Monte Bondone, Alpe di Siusi, Tremalzo, oltre i 1500 metri. Fra le erbe più utili (560 su 1290), ci sono aconito (antinevralgico, sedativo e antipiretico), arnica (antinevralgica), origano (antisettico, defaticante), saponaria (depurativa, analgesica, diaforetica è cioè provoca sudore), peonia (antispastica), timo (antisettico, analgesico, diaforetico).

Dove farli
Il Trentino Alto Adige è la patria per eccellenza dei bagni di fieno, grazie alla composizione unica delle sue erbe, ma adesso anche altri centri termali si stanno organizzando per offrire questa terapia.
Oltre ai grandi alberghi dodici antiche fattorie altoatesine, i cosiddetti masi, propongono i bagni. Prezzi a partire da 20 euro a persona per la camera doppia con sistemazione bed&breackfest e da 24 euro per il bagno di fieno. Per informazioni e prenotazioni: Ufficio agriturismo Unione agricoltori e coltivatori diretti sudtirolesi, via Macello 4/D, 39100 Bolzano, tel. 0471999325, internet:
www.gallodoro.it.
In Provincia di Trento a Garniga Terme: Bagni nell'erba, Municipio, 38060 Garniga Terme, tel. 0461842295. Albergo Terme Bagni di fieno, tel. 0461842326.


Come si fa
Il bagno di fieno è definito "sauna verde". Quando l'erba fresca è in fermentazione supera i 40 gradi di temperatura: un caldo umido che consente di far assorbire all'organismo i principi attivi delle piante. Si viene completamente immersi nudi in speciali vasche (un tempo di legno, oggi si usa per lo più la vasca "soft pack system", un lettino ad acqua con termocoperta) per 15-20 minuti la prima volta, per arrivare gradualmente a un massimo di 30, secondo anche la tolleranza personale. Al termine, si viene avvolti in coperte e sistemati per 40-60 minuti su un lettino in una stanza attigua. è la cosiddetta fase di reazione. La sudorazione è molto intensa e, pur attenuandosi, può protrarsi per 3-4 ore.

 

A cosa serve
Quali sono gli effetti benefici? "Le indicazioni principali - dice Pedrotti - si riferiscono alle malattie reumatiche, artrosi e artritiche, nevralgie, lombaggini, sciatiche, sindrome del tunnel carpale, dolori post-traumatici, obesità. Secondo alcuni, il bagno di fieno aiuta anche a combattere la cellulite e stimola il sistema immunitario". Uno studio condotto dal Centro di ecologia alpina della Provincia autonoma di Trento su 549 pazienti affetti da artropatie degenerative, in particolare osteoartrosi, ha fatto constatare percentuali di miglioramento a fine terapia del 75-90%. Il ciclo di cura prevede un bagno di fieno quotidiano (15-20 minuti) per dieci giorni. Inoltre, il bagno lascia un senso di benessere fisico dovuto al ricambio idrosalino indotto dal sudore, elimina le tossine, riattiva la circolazione sanguigna, migliora la tonicità della pelle (che diventa liscia e morbida), scarica le tensioni nervose ed elimina le rigidità muscolari.


Controindicazioni
Prima di immergersi nel fieno, è sempre meglio chiedere il parere del medico. Vi sono, infatti, una serie di controindicazioni ai bagni, dovute soprattutto al calore sprigionato dalle erbe in fermentazione. Non è il caso di procedere, per esempio, se sono in corso stati infiammatori acuti. L'elenco completo di patologie incompatibili con la fienoterapia prevede, tra l'altro, manifestazioni emorragiche, malattie cardiocircolatorie, ipertensione, convalescenze post-infartuali, varici, broncopatie croniche ostruttive, epatopatie, nefropatie, problemi endocrini, ipertiroidismo.

Come si prepara
L'erba viene falciata al mattino presto, addirittura prima del sorgere del sole, quando è ancora coperta di rugiada, perchè altrimenti i raggi potrebbero dare inizio al processo di essiccamento. Quindi è posta in grandi vasche per alcuni giorni in maniera che possa avviarsi il processo naturale di fermentazione. Questa avviene grazie alla grande quantità di batteri presenti su foglie, fiori e steli. In genere, dopo 2-3 giorni raggiunge la temperatura di 40 gradi, ideale per i bagni. Dice il prof. Pedrotti: "I bagni di fieno possono essere effettuati solo in estate, quando l'erba dei prati raggiunge il massimo sviluppo, dalla fine di giugno alla metà di settembre. Adesso, però, si stanno ottenendo buoni risultati dalla conservazione dell'erba fresca in frigorifero, in maniera da utilizzarla per tutto l'anno".


Libri e internet
Poca la letteratura divulgativa dedicata ai bagni di fieno. Il libro L'ecoterapia. Ritrovare il benessere nella natura di Italo Bertolasi (Xenia Edizioni) dedica diverse pagine all'argomento. Si trovano più notizie su Internet, grazie soprattutto ai siti degli alberghi termali: basta digitare "bagno di fieno" sui principali motori di ricerca. Una curiosità viene da 
www.beauty.it
 che propone impacchi caldi con compresse di fiori di fieno di montagna da fare in casa per alleviare dolori muscolari alla colonna.
Sono necessari: uno o più sacchetti in tela di lino di circa 35x50cm con una chiusura pratica (cerniera lampo in plastica o bottoni automatici sempre in plastica), riempiti per 2/3 di fiori di fieno; una pentola con un cestello per la cottura a vapore; un telo di cotone e due coperte di lana. Bagnate il sacchetto e scaldatelo a vapore per circa 20 minuti e poi estraetelo con un forchettone. Sul letto stendete una coperta e il telo di cotone e fate adagiare su un fianco la persona. Facendo molta attenzione a non scottarla appoggiate il o i sacchetti sulla parte contratta, fasciate con il telo e poi con la coperta. Una volta in posizione supina coprite con l'altra coperta e lasciate le compresse in applicazione per circa 45-60 minuti. Dopo è necessario rimanere a letto ben coperti per un'oretta.