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Yoga all'aperto

 

Con la consulenza di Carlo Patrian, direttore dell'Istituto Yoga di Milano

E' considerato sempre di più un efficace antidoto alla crescente nevrosi causata dalla vita moderna. E le vacanze estive possono essere un'occasione utile per praticare yoga e farlo all'aperto. "Con grandi vantaggi rispetto a quello che durante l'anno si fa normalmente al chiuso", spiega il maestro Carlo Patrian, direttore dell'Istituto Yoga di Milano (
www.yogapatrian.com). "Appare evidente che fare gli esercizi, pensiamo per esempio a quelli di respirazione, lontano dall'inquinamento cittadino significa averne un maggiore giovamento. Non solo: provate a pensare a un esercizio dinamico-energetico, particolarmente affascinante, quale il Saluto al Sole (Sìryanamaskar), composto da 12 movimenti del corpo, come i segni zodiacali. Di solito in palestra si guarda al Sole con la visualizzazione immaginativa, ben altro è l'effetto quando si ha davvero davanti la nostra stella che sta sorgendo. E la stessa considerazione, ovviamente, vale per il Saluto alla Luna (Chandra Namaskar)".
Se l'estate, dunque, è il momento ideale per svolgere questa attività, che serve al fisico e allo spirito, negli spazi aperti, non è detto però che debba essere l'unico. Anche in inverno, se la giornata non è troppo fredda, può valere la pena di provare questa esperienza: una tuta pesante invece del costume da bagno consente di star bene comunque. Ma attenzione: non basta allontanarsi dalla città, e magari ritrovarsi in una periferia industriale: occorre avere del verde intorno ed essere lontano dalle autostrade.

I benefici
Vivere i giorni di vacanza, lontano dagli stress quotidiani, cui il nostro organismo si abitua soltanto fino a un certo punto, e dai sottili veleni che le città ci propinano nell'aria, rende più efficace qualunque attività fisica possiamo svolgere in questo mese di agosto. Tanto pù? tale considerazione vale per una pratica come quella yoga, legata a una fondamentale dimensione spirituale. Carlo Patrian definisce lo yoga come un "sistema di tecniche psicofisiche-spirituali indiane per realizzare la conoscenza-identificazione con l'Ultima Realtà-Verità; un aiuto alla pratica delle verità spirituali di base in tutte le religioni". A queste considerazioni si possono aggiungere una serie di vantaggi specifici, che aumentano quando lo yoga si svolge all'aperto.

  • Migliore ossigenazione e disintossicazione del sangue.
  • Maggiore energia e mantenimento dell'equilibrio energetico più a lungo.
  • Riflessi più attivi.
  • Effetti calmanti sul sistema nervoso, che ne risente positivamente anche per un'intera settimana.
  • Miglioramento delle capacità mentali.

"Attenzione però avverte Patrian - se non c'è un tutor che vi segue, è meglio eseguire solo posizioni facili per non correre rischi, di cadute o altro. è invece tranquillamente possibile, anzi consigliabile, aumentare il numero di esecuzioni di un esercizio (dalle due volte al chiuso alle quattro e anche cinque all'aperto). Bisogna adottare il criterio contrario, cioè meno volte, solo per le posizioni capovolte, specie se c'è molto caldo. L'alta temperatura, infatti, aumenta una serie di effetti come, per esempio, quelli sulla circolazione, da tenere sotto controllo".

Il luogo
Dove e quando è consigliabile fare yoga all'aperto? Non tutti i luoghi sono indicati allo stesso modo, a cominciare proprio dalla meta preferita dagli italiani, la spiaggia, terreno quanto mai inadatto. Nessun problema se l'ambiente circostante è quello di mare o di collina, vanno bene ugualmente. Da usare sempre una stuoia o un tappetino. Ecco una serie di consigli utili.

  • Scegliere un terreno pianeggiante e che non sia troppo molle (ecco perchè non va bene la sabbia). In quest'ultimo caso, infatti, si creerebbero grossi problemi di equilibrio, specialmente se si vogliono eseguire posizioni capovolte, il corpo tende ad affondare.
  • Non praticare mai direttamente sotto i raggi del sole, che non crea una situazione ideale per la respirazione, ma sistemarsi all'ombra di alberi o di un portico.
  • Preferire le prime ore del mattino (che vi tengono lontane dagli occhi dei curiosi) oppure, se non vi piace alzarvi presto, del tramonto, che sono più adatte allo yoga anche dal punto di vista pi? strettamente spirituale.
  • Praticare lo yoga preferibilmente a digiuno o almeno dopo un pasto che sia decisamente leggero, ancora meglio se vegetariano.

 

Dentro e fuori
 

Posizione facile capovolta

 

Dentro -

1) Distesi sulla schiena, braccia tese ai lati, palmo contro il pavimento; respirare ritmicamente.

2) Durante un'espirazione, premere mani e braccia sul terreno, alzare le gambe tese e unite, sino a 30° dal pavimento, fermarsi due secondi.

3) Sollevare le gambe, compiendo un'espirazione, sino a 60°, stazionando per altri due secondi; alzare ancora le gambe sino a 90°

4) Aiutandosi con braccia e gomiti, sollevare le natiche dal terreno e un po' anche il torace (circa 45°), mantenendo le gambe perpendicolari rispetto al suolo. Le braccia piegate al gomito che sosterranno ai lati il bacino. Il corpo riposa così sugli avambracci, sulle mani, sulla parte posteriore delle spalle, del collo e del capo.


Fuori - Fermo restando tutto l'esercizio, si possono aggiungere la flessione e la rotazione delle gambe. Solo per la "posizione facile", infatti, si può fare qualcosa di più anche in "capovolta". Durata della posizione finale: da 10 secondi all'inizio se ne possono aggiungere 10-15 in più ogni due settimane; max due minuti.


Posizione dell'albero
Dentro - Le prime volte utilizzare una sedia per aiutarsi a mantenere l'equilibrio.

1) In piedi, piegare lentamente la gamba destra, rimanendo in equilibrio con l'altra.

2) Premere la pianta del piede destro contro l'inizio del lato interno della coscia sinistra, in modo che il tallone sia più alto possibile.

3) Restare dritti, petto in fuori; la gamba piegata deve essere ad angolo retto.

4) Acquistato l'equilibrio, ci sono diverse posizioni di braccia e mani da poter assumere. Questa la prima in ordine di difficoltà: piegare le braccia al gomito, congiungere la mani davanti al cuore come in preghiera. La posizione delle gambe va alternata.


Fuori - Anche se all'aperto gli esercizi sono uguali nella sostanza, tuttavia in questo caso si possono aggiungere movimenti delle braccia: prima tese ai lati con il palmo in avanti e poi verso l'alto fino a mettersi con le mani giunte sopra la testa. Durata: si comincia con due volte di 10 secondi ciascuna; si aumenta di una volta ogni settimana.

 

Posizione del fulmine o pelvica


Dentro -

1) Seduti a terra con le gambe davanti a sè.

2) Piegare la gamba sinistra portando il ginocchio in alto a sinistra del torace, piede a terra contro la relativa natica.

3) Appoggiandosi su braccio e mano destra, chinarsi un po' da questo lato, afferrare con la mano sinistra il piede sinistro e, abbassando il ginocchio fino a fargli toccare terra, disporre il piede a sinistra della natica, con la piante rivolta in alto.

4) Stessa tecnica con la gamba destra. Le natiche appoggeranno completamente al suolo, ai lati vi saranno i rispettivi piedi.

5) Portare le mani sulle ginocchia, mantenere tronco e capo eretti, occhi chiusi.


Fuori - Utilizzando la variante più semplice, con i piedi appoggiati in terra anzichè sui talloni, che consente un più facile equilibrio, si possono stirare le braccia verso l'alto e poi portarle davanti al petto, con le mani giunte. Durata: si parte con cinque secondi fino ad arrivare a un massimo di un minuto. Di solito si aggiungono 10 secondi ogni settimana.