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Turismo e malaria

 

Che cosa c'è più affascinante di una vacanza in Africa? Per il turista che ama la natura condita con almeno un pizzico d'avventura i grandi spazi verdi del Continente Nero sono una tentazione irresistibile. Con un dubbio forte, però: il rischio malaria. E' davvero così preoccupante? Il dottor Roberto Romi, primo ricercatore nel Laboratorio di parassitologia dell'Istituto Superiore di Sanità, rassicura: "No, il rischio non c'è se si segue una profilassi appropriata. E la malaria in Italia ha un trend in diminuzione dopo il picco di tre anni fa: 899 casi nel 2001 (uno soltanto mortale) contro 977 nel 2000 e 1083 nel 1999. Si tratta di turisti che non hanno seguito un'adeguata profilassi e immigrati".
Insomma, pronti a partire con tranquillità, a patto che ci si informi preventivamente su quali sono i farmaci più adatti rispetto alle zone che si ha intenzione di visitare e si seguano scrupolosamente le indicazioni del medico.
Che cos'è la malaria
E' una malattia infettiva causata da parassiti unicellulari chiamati plasmodi, trasmessi all'uomo dalla puntura di zanzare femmine del genere Anopheles a loro volta infettatesi su altri uomini. Il plasmodio più pericoloso, che invade i globuli rossi, è il falciparum che provoca la malaria detta terzana maligna (perchè i picchi febbrili hanno una cadenza di tre giorni), l'unica che può avere esito mortale. La malattia è presente soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali, dove ogni anno colpisce circa 500 milioni di persone, provocando oltre 1 milione di decessi. Quali le aree più a rischio? "Sicuramente tutta l'Africa a sud del Sahara", spiega il dottor Romi. "Fra le mete preferite dagli italiani, sono da tenere d'occhio Kenia, Tanzania e Senegal. Molta attenzione meritano alcune zone asiatiche, come l'Indonesia o le regioni della Thailandia a nord del Triangolo d'oro, e dell'Oceania come Papua Nuova Guinea. Da non sottovalutare i viaggi nel Centro e in Sud America: in Italia sono arrivati casi dal Venezuela, dal Costarica e dall'Equador, ma qui si parla di zone rurali non di quelle percorse dal turismo ufficiale. Il riscontro viene dai dati: sugli 899 casi del 2001 (276 italiani, 31%, e 613 stranieri, 69%) 800 cioè il 90% sono di provenienza africana, 64 (7,2%) sono giunti dall'Asia, 20 (2,2%) da Centro e Sud America, 5 (0,6%) da Papua Nuova Guinea".
I sintomi
Per quanto pericolosa, la malaria è facilmente curabile. Il chinino iniettato per endovena risolve la forma più grave, ma sono utilizzati anche gli stessi farmaci della profilassi. "La cosa più importante è che la malattia venga diagnosticata velocemente, tenendo conto che i sintomi della malaria d'importazione sono spesso diversi da quelli che si presentano nelle zone endemiche e possono variare da caso a caso", dice Romi. "In genere sono presenti febbre alta, mal di testa e, meno spesso, diarrea. Chi sta male deve sempre comunicare al medico di aver viaggiato in Paesi dove c'è la malaria e preferibilmente deve farsi visitare da reparti ospedalieri specializzati come quelli per le malattie tropicali o per le infettive. Per la diagnosi definitiva infatti, oltre a un esame del sangue tramite striscio, ci vuole un occhio esperto".
La profilassi
I farmaci disponibili sono diversi (clorochina, proguanile, meflochina, dossiciclina), tutti in compresse, e vanno scelti in base alle caratteristiche, molto variabili, della malattia nel Paese che si deve visitare. Per la prescrizione bisogna quindi rivolgersi a strutture competenti. "L'ideale è rappresentato dagli ex uffici di igiene, adesso presenti in tutte le Asl principali, in genere con la denominazione di Centro vaccinazioni", chiarisce Romi. "Tuttavia queste indicazioni si trovano anche su Internet. In inglese nel sito dell'Oms, Organizzazione mondiale della sanità (
www.who.int/ith/english/index.htm) e, tradotte in italiano, all'indirizzo del nostro Ministero della sanità (www.sanita.it/malinf/). La profilassi va cominciata almeno una settimana prima della partenza e proseguita durante il viaggio e fino a quattro settimane dopo il ritorno. Può dare effetti collaterali (non più dell'1-2% dei casi). I più sgradevoli, perchè colpiscono a livello neurologico, ma sempre in modo temporaneo, possono essere dati dalla meflochina. Ecco perchè, quando è indicato questo farmaco, la profilassi va iniziata almeno due settimane prima di partire. Così si evita che gli effetti collaterali si manifestino a viaggio cominciato rovinandolo irrimediabilmente. I farmaci non sono indicati per le donne in gravidanza e per i bambini". Ma è vero che la profilassi non garantisce una copertura totale? "Copre per oltre il 90%. Per maggiore sicurezza è opportuno quindi stare attenti a eventuali episodi febbrili fino a due mesi dopo il viaggio".

Misure preventive
Ai farmaci previsti dalla profilassi antimalarica vanno associate queste misure preventive, tratte dal sito Internet dell'Istituto superiore di sanità (
www.iss.it/sanita/malaria/profilassi.htm
) per evitare la puntura delle zanzare. Ricordando sempre che le Anopheles colpiscono solo dal tramonto all'alba.
Al chiuso:
- Dove possibile, scegliere per dormire camere con aria condizionata o con zanzariere alle finestre.
- E' comunque opportuna un'attenta ispezione dell'ambiente prima di coricarsi.
- Eventualmente fare ricorso a nebulizzazioni di insetticida per mezzo di comuni bombolette spray o all'impiego di elettroemanatori di insetticida (piastrine o liquidi) che vanno sempre utilizzati a finestre aperte.
- In mancanza di stanze adeguatamente protette utilizzare zanzariere da letto, possibilmente impregnate con insetticida. Le zanzariere e i kit per impregnazione con insetticida (permetrina o deltametrina) sono facilmente reperibili (e meno cari) in zona di endemia piuttosto che in Italia.
All'aperto:
- Indossare abiti con maniche lunghe, pantaloni lunghi e calze, tutti di colore chiaro (le zanzare sono maggiormente attratte dai colori scuri).
- Proteggere le parti esposte del corpo con repellenti. Va ricordato che gli unici repellenti davvero efficaci sono quelli contenenti molecole chimiche di sintesi (ad esempio la dietiltolumide, DEET) e che vanno riapplicati più volte per una protezione prolungata nel tempo.
- L'uso di spirali fumogene (i comuni zampironi) può contribuire all'allontanamento delle zanzare in piccoli spazi aperti (verande, ecc.). Da non utilizzare in ambienti chiusi.
- Altri metodi antinsetti, come gli emettitori di ultrasuoni o le trappole a luce ultravioletta, sono assolutamente inefficaci contro le zanzare.