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Tisane

 

Tisane, infusi, decotti: un modo naturale, che ci arriva dalle piante, per tornare in forma dopo i "bagordi" culinari di Natale e Capodanno, quando, oltre alla linea, mettiamo a rischio anche il nostro benessere, bersagliato da colesterolo, trigliceridi & C. Ma qual è la differenza fra i tre tipi di bevande? Ce la spiega la dottoressa Loreta Terra, docente e consulente di fitoterapia a Milano: In tutti i casi il principio attivo si espande con il calore. L'infuso si prepara esattamente come il tè: si fa bollire l'acqua, poi la si versa in un recipiente di porcellana e si mette la cosiddetta "droga", lasciandola in infusione per circa 10-15 minuti. La tisana si differenzia solo perchè anzichè una sola droga, se ne mischiano due o più. Il decotto si ottiene quando si usano corteccia, germogli o buccia: vengono messi nell'acqua fredda e poi si procede alla bollitura. Altre raccomandazioni? "Sè, prima di servire, ogni bevanda va filtrata con il colino; se si vuol evitare il gusto amaro va usato solo miele di acacia perchè i dolcificanti bloccano i principi attivi; non vanno mai superate le dosi consigliate, oltre una certa misura anche le piante diventano tossiche".


Scorza di arancio amaro, acidità addio
A che cosa serve - L'ideale per chi ha davvero esagerato con cenoni e dolci fuori pasto e si sente incline alla sonnolenza e con lo stomaco pesante. Ne combatte, infatti, tutti gli effetti principali: atonia gastrica e intestinale, alitosi, lingua patinosa, iperacidità gastrica, emicrania e sonno postprandiale.
I principi attivi - Il limonene, presente in tutti gli agrumi, che contiene acido citrico e ha propriet? antibiotiche e anticolibatteriche; mucillagini (sostanze lenitive e antinfiammatorie) e flavonoidi (vitamine del gruppo P).
Come si prepara - Un cucchiaino (5 g) di olio essenziale, ricavato dalla buccia, in una tazzona (100 ml) di acqua bollente, tenuto in infuso per 15 minuti.
Quando si prende - Da bere 2-3 volte al giorno.
Una curiosità - In questo periodo invernale le scorze di arancio sono un ottimo ingrediente per preparare un grog: whisky riscaldato, caffè bollente e appunto le nostre scorze ad assicurare un sapore speciale.


Calamo odoroso contro il gonfiore
A che cosa serve - Sembra proprio che lo stomaco si sia dilatato, che sia pieno d'aria? L'esofago appare impegnato in un fastidioso andirivieni, e vi ricorda che stavolta avete esagerato? Il calamo odoroso, chiamato anche cannella, è ideale contro il gonfiore di stomaco, la flautolenza e l'aerofagia. Utile anche, tutto l'anno, nei confronti dell'ernia iatale.
I principi attivi - Glucoside, regolatore dell'insulina; tannini, presenti anche nell'uva, che rendono tonica la zona gastrica duodenale; colina, che contrasta il dolore dalla zona che comincia sotto lo sterno e finisce con l'intestino.
Come si prepara - La cannella è più grossa di un sigaro, ma viene venduta già frantumata. Se ne versano 2 cucchiaini in una tazza da caffellatte (sempre 100 ml) piena d'acqua appena bollita e si tiene a infuso per 30 minuti.
Quando si prende - O prima dei pasti principali come aperitivo oppure dopo come digestivo.
Una curiosità - Si trova nel vermut, per le sue qualità aromatiche e aperitive.


Anice stellato, per fermare le coliche
A che cosa serve - Succede: grassi e dolci vi hanno punito con la classica, maledetta, colica intestinale. Il dolore vi assale e non vorrebbe darvi requie, ma vi potete difendere con l'anice, un antispasmodico, che funziona da disinfettante intestinale e contrasta efficacemente tutte le gastralgie di origine nervosa e anche l'emicrania da pasto.
I principi attivi - La sostanza principale è l'aldeide anisica, dal grande potere antifermentativo. Ci sono poi le mucillagini (già incontrate nella scorza di arancio amaro) e varie sostanze resinose, le stesse che troviamo nei frutti, a lento rilascio in acqua, che assicurano un piacevole aroma.
Come si prepara - Mezzo cucchiaino di semi di anice nella solita tazzona in infuso per 10 minuti.
Quando si prende - Dopo i pasti principali.
Una curiosità - L'anice è indicato per le mamme che allattano perchè è galattogeno, cioè aumenta la produzione di latte e lo rende più digeribile per il bambino.


Rosmarino, il "salvafegato"
A che cosa serve - Il sovraccarico di lavoro per il fegato è inevitabile nei periodi in cui gli appuntamenti con la tavola, senza badare a calorie, proteine e altro, si moltiplicano. Il rosmarino assicura un pronto intervento: è un disintossicante che agisce contro la steatosi epatica (il cosiddetto fegato grasso), la bocca amara e le epatopatie in genere. Aiuta a eliminare naturalmente i calcoli biliari. E funziona anche sulle iperuricemie (accumulo di acido urico nel sangue), quindi combatte gotta e reumatismi.
I principi attivi - Il borniolo, che è un disintossicante; la colina, già vista nel calamo; il pinene, contenuto in tante piante conifere, dalle capacità antinfiammatorie.
Come si prepara - Un cucchiaino di foglioline in 100 ml di acqua bollente in infuso per 10 minuti, da bere con un cucchiaino di miele di acacia.
Quando si prende - Come disintossicante ogni mattina a digiuno per 15 giorni. Per altri usi (è utile nelle prevenzione delle malattie colibatteriche invernali), va preso dopo i pasti 2-3 volte al giorno.
Una curiosità - L'infuso applicato sui capelli dopo il risciacquo, li rende luminosi e ne stimola la crescita. Da consigliare agli uomini con i capelli grassi.


Betulla, attacco al colesterolo
A che cosa serve - Favorisce l'emulsione delle sostanze che contengono colesterolo e acido urico, assolve quindi a una funzione depurativa. Agisce sul gonfiore mattutino di mani e piedi, conseguenza di qualche bevuta sopra le righe o di un pasto con troppe proteine; aumenta la diuresi.
I principi attivi - Salicilato e saponina, specifiche per la depurazione, contenute in gemme, corteccia e foglie.
Come si prepara - 4 cucchiaini in mezzo litro d'acqua, da tenere in infuso per 10 minuti. A metà del tempo, quando la temperatura dell'acqua è scesa sui 40 gradi, si aggiunge 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio che scioglie le sostanze resinose. 
Quando si prende - Il mezzo litro di infuso va diviso in 3-4 dosi giornaliere, da consumare a stomaco vuoto.
Una curiosità - La betulla è preziosa per le donne perchè è un linfodrenante, quindi è di grande aiuto contro la cellulite. Fatto come decotto e senza bicarbonato, può essere utilizzato anche per via esterna, applicato con compresse tiepide sulle zone a "buccia d'arancio".


Bardana, e la pelle rifiorisce
A che cosa serve - La pelle riflette i malesseri dell'organismo e denuncia subito i nostri peccati di gola: diventa spenta, si riempie di foruncoli, produce afte. A bloccare questi meccanismi interviene la bardana. Elimina appunto le tossicosi della pelle perchè è disinfettante, antibatterica e antibiotica, combatte dermatosi, foruncoli, eczemi, afte, ma anche gotta e reumatismi.
I principi attivi - Contiene un antibiotico naturale ad ampio spettro, l'inulina, simile alla penicillina. Contiene anche calcio, magnesio e sali di potassio; migliora l'assorbimento delle vitamine del gruppo B.
Come si prepara - Si fa il decotto con la radice. 2 cucchiaini in 100 ml di acqua. Si fa bollire per 10 minuti, poi si tiene in infusione per altri 10.
Quando si prende - Una tazza al mattino a digiuno.
Una curiosità - La bardana è efficace contro l'acne: occorrono 2 tazze al giorno, al mattino e alla sera prima di dormire. Su un foruncolo grande che non suppura, si può applicare una garza imbibita nel decotto. Questo rimedio diventa eccezionale se si aggiunge un cucchiaino di argilla verde (da toccare solo con il legno).


Uva ursina, per non temere la cistite
A che cosa serve - è un classico dopo un periodo di surmenage, anche in campo alimentare: si rifà viva la cistite. Specialmente se si è esagerato con alimenti ricchi di proteine, come le carni rosse. L'uva ursina contrasta il meccanismo e funziona anche contro le uretriti e le enterocoliti. E' antisettica, astringente e diuretica. Agisce nei confronti della ipertrofia prostatica, anche questa spesso conseguenza di una super alimentazione.
I principi attivi - Si chiama arbutina ed è un enzima che stimola gli acidi urici e disinfetta le vie urinarie.
Come si prepara - 2 cucchiaini di foglie nella ormai nota tazzona per realizzare un infuso in 15 minuti. Non va mai dolcificato anche se il sapore è amaro.
Quando si prende - Una tazza due volte al giorno, fra un pasto e l'altro. In caso di stitichezza ridurre a una sola tazza al giorno.
Una curiosità - L'uva ursina è utile anche in cucina, nelle ricette a base di cacciagione (pernice, folaga'). Si mette all'ultimo momento come decoro, in grado di assicurare un aroma particolarissimo.


Carciofo per sbloccare lo stomaco
A che cosa serve - Epatoprotettore per eccellenza, il carciofo agisce pure sulla motilità intestinale, evitando le stitichezze, una delle più noiose conseguenze postfestive. Attiva la sintesi delle sostanze proteiche e del colesterolo.
I principi attivi - Sono tanti perchè si tratta di una pianta in grado di assicurare benessere a largo raggio. Tra gli altri, si possono ricordare la cinarina e l'acido caffeico che, oltre a mettere in movimento l'intestino, abbassano il tasso di colesterolo e trigliceridi.
Come si prepara - Si realizza un decotto utilizzando le foglie (da comprare in erboristeria, già pronte per l'uso come tutte le altre "droghe"). 2 cucchiaini in 100 ml di acqua, si fa bollire per 10 minuti, poi si tiene in infusione per 15.
Quando si prende - Nelle stipsi ostinate va preso 2-3 volte al giorno prima dei pasti.
Una curiosità - Il decotto di carciofo può accentuare la bellezza delle donne brune: applicato sui capelli, dona splendidi riflessi ramati.