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Saper chiedere scusa

 

Non riuscite a chiedere scusa? Il vostro "difetto" arriva da lontano. E' conseguenza di modelli educativi del tempo delle famiglie patriarcali, con gerarchie marcate, - spiega Maria Gabriella Scuderi, psicoterapeuta a Messina. Anche senza accorgercene, li abbiamo interiorizzati. "Le relazioni erano basate sul dualismo dominio-sottomissione, e quindi chiedeva scusa solo chi aveva il ruolo di obbedire". Rapporti che poi si riproducevano nelle coppie, quando predominava l'uomo, e nel lavoro, dove prevalevano i giochi di potere. "Anche se le cose non stanno più così, rimane una specie di riflesso condizionato che impedisce ad alcune persone di chiedere perdono". Eppure, ammettere un proprio errore è indice di sicurezza e si rivela strategicamente utile. "Chiedere scusa può servire a evitare che l'altro (il partner, il collega, l'amica) stia a rimuginare le nostre colpe e magari a preparare la vendetta. Poi, toglie il senso di colpa che ci trasciniamo dietro e non ci fa star bene (aumenta lo stress, arriva l'ipertensione). Infine, è sempre un gesto liberatorio perchè nel momento del confronto ci fa portare all'esterno emozioni represse". Saper chiedere scusa è anche un'arte: "Oggi il marito che si presenta con le rose o un anello dà solo l'impressione di voler comprare il perdono. Occorre un insieme di gesti, di azioni che possono cambiare da coppia a coppia. Per esempio, agevolare la vita del partner da un altro punto di vista, come può essere un viaggio, ma solo un po' di tempo dopo dal (fattaccio)". E sul lavoro? "Occorre il riconoscimento pubblico dell'errore: gratificare chi ci deve perdonare, riabilitarlo con il capo".

Quelli che si scusano troppo
Chi sono - Si tratta di persone insicure: credono che nei rapporti interpersonali devono dimostrarsi sottomesse per ottenere benevolenza. Probabilmente da piccoli, erano gratificate solo quando facevano qualcosa di utile. Da grandi hanno paura di contraddire, vivono per gli altri, ignorano in modo sistematico le proprie ragioni. Pensano: "Meglio stare sotto, essere sempre pronti a farsi perdonare, altrimenti arriva una punizione". E gli altri, è inevitabile, ne approfittano.
Come possono reagire - Devono scoprire i loro punti di forza e migliorare l'autostima. Può servire l'autoanalisi, cominciando col guardarsi allo specchio per chiedersi: "Chi sono veramente? Lo sai che è normale sbagliare? Ti accorgi dei difetti degli altri?".

Quelli che non si scusano mai
Chi sono - Alla base c'è la presunzione. Ci sono gli orgogliosi, quelli per cui è normale esercitare il potere sugli altri. Una categoria in aumento, composta da trenta-quarantenni, è formata dai "maleducati" per quel che riguarda il comportamento morale nei confronti degli altri. Hanno in mente solo le loro esigenze, sono "innocenti", non si accorgono di creare fastidi o danni. C'è anche chi non chiede scusa per timidezza: capisce quando sbaglia, ma non ha il coraggio di affrontare il confronto, necessario per ammettere un errore.
Come possono reagire - Nell'era di SMS e chat, della comunicazione ovunque e comunque, l'orgoglioso, così chiuso, è un po' anacronistico. Chi gli sta accanto deve allora fargli capire che rischia di rimanere isolato, meglio che si guardi attorno. E i "maleducati"? Vanno educati nel senso pieno della parola: non è del tutto colpa loro se sono cresciuti così.

Scuse celebri
Nella Storia la richiesta di perdono più celebre è sicuramente quella dell'imperatore Enrico IV nei confronti del papa Gregorio VII: nel 1077 si recò a Canossa, costretto ad attendere a lungo, fuori e al freddo, prima di essere ricevuto dal Pontefice.
Piena di "chiedo scusa" è la letteratura di tutti tempi. Nell'Iliade Agamennone manda Ulisse e altri due ambasciatori per chiedere invano scusa ad Achille, cui aveva sottratto la schiava Briseide. Nei Promessi Sposi alcune delle pagine più belle sono quelle del pentimento dell'Innominato, che poi va a chiedere perdono dei suoi peccati al cardinale Borromeo. Ma, ai nostri tempi, un personaggio costretto a scusarsi molto spesso, con l'eterna fidanzata Livia, è il commissario Montalbano.
E nel cinema? Ricorderete forse Dustin Hoffman e Jessica Lange nel finale di Tootsie, oppure il vecchio padre morente che cerca di farsi perdonare dal figlio Tom Cruise in Magnolia. In tempi recentissimi è l'hobbit Sam che chiede perdono a "padron" Frodo nel Signore degli anelli, mentre Mel Gibson ci ricorda come San Pietro chiede scusa alla Madonna in The Passion. Ma nella storia del cinema rimane soprattutto una coppia di orgogliosi all'eccesso, quella composta da Scarlett e Rett nel famoso Via col vento: si amano, ma nessuno dei due sa ammettere i propri torti e le loro strade si dividono.

Siti e libri
Su internet sono tantissimi i siti che propongono (in genere a pagamento) le frasi più adatte per scusarti via SMS. Fra gli altri, 
www.sms-animati.biz/sms_scuse.phtml propone messaggi di ogni tipo, da quelli molto formali ("Faccio pubblica ammenda per la spiacevole situazione da me creata e frutto purtroppo della rabbia scaturita dall'alterco occorso") ad altri affettuosi ("Perdonami zuccherino" Senza di te il mio caffè non ha il solito sapore di ogni mattino").
In libreria si trova Emozioni, sentimenti, perdono di Lise Bourbeau (edizioni Amrita, pagine 155, euro 10,50), che tra l'altro presenta le "Sette tappe per liberarsi da un'emozione chiedendo perdono".