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Reiki Universale

 

Reiki in giapponese significa energia vitale universale e riprende gli antichi insegnamenti del buddismo tibetano. C'è un metodo semplice, immediato per canalizzare l'energia che tutto pervade allo scopo di nutrire il corpo e lo spirito di chi la riceve, in cui l'operatore fa solo da tramite - spiega Elisa Badiali, master di reiki universale (il metodo che riunisce i tre più diffusi: Usui, Tibetano e Karuna) a Milano. "Riporta equilibrio e armonia nel corpo, nella mente, nelle emozioni e nello spirito".
L'energia si può trasmettere con un contatto diretto, usando le mani, oppure a distanza, utilizzando la mente. Tutti possono praticare il Reiki, compresi bambini e anziani, ma occorre prima un'iniziazione da parte di un Master, abilitato a questo compito. La capacità di canalizzare l'energia universale dura tutta la vita a prescindere da religione, cultura ed età. Le attivazioni sono tre e riguardano altrettanti livelli. "Il primo" spiega la Badiali - allevia le sofferenze fisiche di chi lo riceve e ne migliora la vita. Quindi occorrono 21 giorni di adattamento, poi si può fare Reiki sugli altri. Al secondo livello si può accedere dopo tre mesi, si viene iniziati all'uso dei simboli e si ottiene il riequilibrio mentale ed emozionale. Dopo altri sei mesi si può accedere al terzo livello, si diventa maestri e si ottiene una "guarigione" spirituale?.

La storia
Insegnante cristiano in una scuola giapponese, monaco buddista oppure monaco cristiano? La vita di Mikao Usui, fondatore del Reiki alla fine dell'Ottocento è arrivata a noi fra realtà e leggenda. In tutte le versioni, comunque, si racconta che Usui, cercando il segreto dei miracoli e decifrando antichi testi scritti in sanscrito, riuscì a ritrovare i "sutra", canti d'invocazione al Buddha della medicina, contenenti i simboli e il modo di usarli. Ma l'illuminazione gli arrivò dopo essersi ritirato su un monte sacro. Un suo allievo medico, Chujiro Hayashi, e poi un'americana di origini giapponesi, Hawajo Takata, hanno diffuso il Reiki in tutto il mondo.

I simboli
Si visualizzano, tracciandoli nell'aria con una mano, e intanto si ripete il loro nome per tre volte: sono i simboli che al secondo e al terzo livello velocizzano i trattamenti e possono funzionare anche a distanza. Ogni metodo ha i suoi simboli. Qui riportiamo quelli del metodo Usui, secondo le indicazioni di Franca Silvani nel libro "Reiki" (edizioni i nuovi delfini).


1. Cho Ku Rei
Simbolo di purificazione e pulizia, è detto "interruttore" perchè chiama l'energia e, usato con consapevolezza, l'aumenta in maniera notevole. Viene tracciato in apertura di trattamento e si usa anche in tutti i casi di mancanza di energia e per calmare dolori.
2. Sei He Ki
Influisce sulle emozioni, spesso chiavi di guarigione di molte malattie. Si usa per trattare persone sconvolte, fuori di sè, turbate. E' anche il processo di cambiamento continuo, attiva le forze interiori, aiuta chi non riesce ad aprirsi e sfogarsi.
3. Hon Sha Ze Sho Nen
Il simbolo per eccellenza della guarigione a distanza, ma viene usato anche per la guarigione diretta. E' il più potente del secondo livello. Permette che tutto sia vissuto ora. Unisce passato, presente e futuro. Conseguenza: i traumi del presente possono essere riprogrammati ed è possibile modificare il futuro.
4. Dai Ko Mio
Viene usato per le attivazioni del terzo livello, ma è più degli altri il simbolo della guarigione. Inviato a distanza, raggiunge rapidamente il cuore del ricevente ed elimina le cause prime delle malattie. Stimolando il chakra posto nella zona del timo, potenzia le funzioni immunitarie.
5. Ran Sei
Addizionale e facoltativo, è il simbolo meno usato. Armonizza il piano fisico, elimina piaghe e infiammazioni. è considerato particolarmente efficace per i problemi del corpo in generale.
6. Raku
Viene tracciato alla fine delle armonizzazioni e stacca le aure del maestro e dell'allievo che si uniscono durante un'attivazione, mentre viene rimosso il Karma negativo del secondo. Entrambi rimangono più caricati di energia e la sfera emozionale dell'allievo risulta riorganizzata.

Le cose da sapere

  • Il Reiki non sostituisce il medico e le medicine, ma è un appoggio per qualunque terapia.
  • Non ha controindicazioni.
  • Un trattamento dura 75 minuti circa (per anziani e bambini bastano 30 minuti).
  • L'operatore Reiki del metodo universale non deve MAI:

parlare di cure e/o guarigioni perchè concetti propri della professione medica;
effettuare diagnosi;
consigliare la sospensione di terapie farmacologiche;
chiedere alla persona trattata di spogliarsi (ma è bene togliersi le scarpe e tutto ci? che stringe);
fare promesse di alcun tipo;
dimenticare che può solo fornire un aiuto ed è un umile tramite;
chiedere compensi i termini economici per i trattamenti.

  • Reiki è amore e va trasmesso con il cuore.


I chakra
I chakra - dice Elisa Badiali - sono vortici di energia posti in vari punti del corpo e sono le "porte principali" attraverso le quali lavora il Reiki. Sono molti, ma i principali sono sette. Tranne il primo e il settimo sono tutti doppi perchè hanno un duplice aspetto sul corpo: frontale e dorsale.

 

  • Primo chakra - è localizzato alla base della colonna vertebrale ed è associato alla voglia di vivere, al senso della sopravvivenza.
  • Secondo - Si trova nella parte inferiore dell'addome ed è quello dell'emozione e della sessualità.
  • Terzo - è nel plesso solare e viene associato al potere personale e all'energia metabolica.
  • Quarto - è individuato sopra lo sterno e collegato all'amore nella parte anteriore e alla volontà in quella posteriore. E' il chakra centrale.
  • Quinto - Si trova nella gola e si riferisce alla comunicazione e alla creatività.
  • Sesto - è nel centro della fronte e viene associato all'intuizione e all'immaginazione.
  • Settimo - Localizzato in cima alla testa, si riferisce alla conoscenza e alla comprensione.


Trattamento base

  • Dopo aver fatto sdraiare la persona su un tappetino o su un lettino, l'operatore si raccoglie in "centratura": rimane per 3 minuti abbondanti con le mani parallele e contrapposte sul chakra del cuore.
  • Durante i 3 minuti, l'operatore visualizza l'energia e invoca l'aiuto degli angeli custodi e delle guide Reiki pronunciando mentalmente per 3 volte la frase: "Chiedo di essere canale di energia, strumento di amore e compassione, per il massimo bene di - (nome della persona)".
  • Poi si pone alla sinistra di chi viene trattato ed effettua l'accarezzamento dell'aura con ambedue le mani (che non si devono incrociare) percorrendo tutti i chakra.
  • Senza perdere il contatto, l'operatore si porta dietro alla testa.
  • Traccia il simbolo una volta e ne ripete mentalmente il nome tre volte.
  • Dalla testa le mani vengono portate in diverse posizioni lungo tutto il corpo, sia davanti sia sul dorso. Ogni posizione va mantenuta per 3 minuti.
  • In presenza di zone fredde o calde, ci si sofferma un po' di più. Le prime segnalano un blocco energetico cronico, quasi sempre accompagnato da dolore fisico; le seconde rivelano infiammazioni.
  • Alla fine si ripete l'accarezzamento dell'aura e si stacca il contatto con l'energia sfregando le mani e soffiando leggermente sui palmi.
  • Le prime volte sono possibili reazioni come aumento delle emozioni, delle urine, sudori, resistenze psicologiche ai cambiamenti. Tutto questo rientra nella normalità.

 

Autotrattamento
L'autotrattamento è riservato solo agli iniziati, anzi è obbligatorio per 21 giorni consecutivi dopo aver conseguito il primo livello. E' la cosiddetta fase di disintossicazione, che va ricominciata da capo in caso di interruzione. Solo dopo è possibile trattare altre persone. Si parte sempre dalla centratura, dalla frase personale per essere collegati con l'energia e chiedere l'aiuto degli angeli custodi delle guide Reiki, dal tracciare i simboli con la ripetizione dei loro nomi per 3 volte. Si può poi procedere con il trattamento completo, oppure può bastare posare le mani sui chakra, riducendo così a 25 minuti il tempo necessario.

Trattamento a distanza e altro
Tra le particolarità dei Reiki c'è che può essere usato non solo per le persone.

 

  • Animali - Si prendono in braccio se sono piccoli, si mettono le mani sui punti vitali se sono grandi. Sono creature istintive: si avvicineranno quando ne avranno bisogno, saranno intolleranti quando hanno ricevuto a sufficienza.
  • Casa - Si può proteggere con la "gabbia": si traccia il simbolo Cho Ku Rei immaginandolo sui quattro lati, sul tetto e sotto le fondamenta.
  • Piante - Ci si mette attorno al vaso o alle foglie, anche tenendo le mani a distanza. Si possono trattare i semi e i bulbi prima di piantarli e anche l'acqua prima di innaffiarle.
  • Cibo e bevande - Se quello che c'è nel piatto non convince; al ristorante; mentre si cucina.
  • Medicinali - Si trattano gli antibiotici e altre medicine da assumere. Reiki riduce gli effetti collaterali e potenzia quelli positivi.

 

Ottenuto il secondo livello, l'operatore può anche fare trattamenti a distanza. Si procede come in quelli normali e poi si visualizza la persona (o si tiene in mano un biglietto in cui è scritto il suo nome) che si intende aiutare e si utilizzano i simboli specifici. Ci si pone il problema etico se bisogna avvertire la persona trattata. E' stato risolto con la formula: "Che questa energia arrivi a (nome e cognome) per il suo problema (dire quale), per il massimo bene suo, di chi le sta attorno, dell'umanità. Se la persona non la vuole, questa energia vada dove può essere utile".