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Massaggi sulla spiaggia

 

Per la maggior parte sono cinesi. Percorrono le spiagge alla moda, entrano nella zona degli stabilimenti dalla parte della battigia, dove nessuno li può fermare, e offrono la loro "mercanzia": i massaggi. Quelli di origine orientale, come lo shiatsu, la tuina, la riflessologia plantare, il trattamento ayurvedico o, addirittura, una piccola lezione di posizioni yoga. Ma hanno la preparazione adatta? E quale igiene possono garantire con il loro girovagare da una spiaggia all'altra, da un corpo all'altro? "E' gente abusiva, fuori da ogni controllo e priva di ogni regola", dice Giancarlo Cappelli, vicepresidente nazionale del SIB (Sindacato Italiano Balneari) e presidente per la Romagna. "Nel loro Paese potrebbero essere muratori oppure ortofrutticoli, nessuno ci garantisce che abbiano una preparazione specifica. Anzi l'esperienza ci dice il contrario: è capitato anche a clienti del mio stabilimento di soffrire di irritazioni cutanee e allergie dopo uno di questi trattamenti improvvisati. Per non parlare poi dell'igiene, io non mi farei mai fare un massaggio sul lettino da spiaggia. Eppure sono tanti ad accettare". Non è facile combattere questi abusivi: anche quando si chiamano le forze dell'ordine, loro hanno tutto il tempo di allontanarsi. Ma non sarebbe meglio che i gestori di stabilimenti balneari organizzassero in proprio per i loro clienti trattamenti affidati a operatori qualificati" "Sè, senza dubbio", risponde Cappelli, "ma non si è dimostrata finora una strada facile. Il massaggio serio ha un costo superiore a quello dei cinesi e la gente non sembra capire la differenza. Così molti dei miei colleghi che avevano provato a organizzare questo servizio, sono stati costretti a rinunciare".
Ma la strada della competenza appare l'unica per stroncare il fenomeno. Douglas Gattini, presidente della FIS (Federazione Italiana Shiatsu) non ha dubbi: "Ormai tutte le discipline olistiche si sono date associazioni nazionali garantiscono che l'operatore abbia un curriculum minimo comune alle scuole aderenti: triennio formativo, corso professionale con pratica manuale, conoscenze anatomofisiologiche e di medicina cinese. Si tratta delle cosiddette nuove professioni, che non intervengono in modo specifico su singole patologie, campo riservato ai fisioterapisti".

Regole utili
Cosa fare allora per potersi sottoporre tranquillamente a un beach massage? Dato per scontato che vanno evitati i cinesi e altri "ambulanti" di dubbia provenienza, un operatore serio dovrebbe essere in grado di esibire un tesserino. Per assicurarsi che sia stato rilasciato da una vera associazione professionale, si può consultare il sito 
www.ias-artiperlasalute.it, interassociazione che unisce operatori di diverse branche. Qui si trovano indirizzi e numeri di telefono per effettuare eventuali controlli.


Douglas Gattini, poi, consiglia di fare attenzione ad alcune regole irrinunciabili.

 

  • Il massaggiatore deve assolutamente lavarsi le mani fra un trattamento e l'altro. Oltretutto l'operatore olistico lo fa abitualmente per eliminare l'eventuale energia negativa assorbita.
  • Particolare igiene deve essere dedicata al futon o al lettino, a seconda del massaggio prescelto. Va tolta regolarmente la polvere e va usato ogni volta un nuovo lenzuolo di carta usa e getta.
  • Sconsigliabile applicare qualsiasi sostanza sul corpo, a meno che non ci si trovi in un luogo rinfrescato. Al caldo gli olì si acidificano e possono provocare reazioni cutanee.
  • Il trattamento non va mai effettuato direttamente sotto il sole, almeno occorre ripararsi sotto l'ombrellone. L'effetto combinato dei raggi e del massaggio può essere dannoso.
  • L'operatore qualificato nel fare assumere una posizione (prona, supina, decubito laterale) bada che il ricevente stia comodo. Per esempio, nella prona (pancia in già), occorre mettere un piccolo cuscino sotto lo sterno in maniera da non schiacciare le vertebre cervicali.
  • Un trattamento serio, di origine orientale e quindi olistico, non può durare mai meno di 50-60 minuti. I massaggi di tipo occidentale, che hanno solo un effetto corporeo sul fisico, possono durare 35 minuti.


Attenzione a?


A prescindere dalla qualità del massaggio, ci sono casi in cui comunque, quando si è in vacanza, è meglio evitarlo. Li vediamo con l'aiuto di Douglas Gattini.

Non deve sottoporsi al trattamento?

  • Chi ha appena finito un lungo viaggio, la stanchezza è nemica del massaggio: per il corpo sarebbe una doppia sollecitazione. Far trascorrere almeno 24 ore.
  • Chi soffre di patologie specifiche sotto controllo medico. In questi casi bisogna sempre chiedere il parere del medico curante.
  • Chi soffre di dermatiti o problemi alla pelle in generale. Stare al sole per abbronzarsi e sottoporsi al massaggio richiedono uno sforzo cutaneo eccessivo.
  • La donna in gravidanza. La gestazione richiede trattamenti particolari, cui è meglio riservare ambienti meno provvisori delle spiagge.
  • Chi soffre di ernia del disco, oppure di vene varicose e problemi ai capillari; chi fa uso di farmaci come ansiolitici e antidepressivi. Anche in questo caso, si richiede un trattamento particolare e accurato che mal si concilia con la voglia di vacanza.

 

Ovviamente la situazione muta se ci si trova in una struttura, come ormai ce ne sono tante, in cui si fanno vacanze salutiste, con la presenza di medici, personale qualificato, ambienti e attrezzature adeguate.