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La kundalini

 

 

Viene raffigurata come un serpente dorato, nascosto alla base della colonna vertebrale, all’altezza del coccige e avvolto tre volte e mezzo intorno al primo chakra. E' la Kundalini (kundala significa avvolto, arrotolato), la più Grande energia umana, in grado di dare l’illuminazione, che di solito giace addormentata e così Può rimanere per tutta la vita di ognuno di noi, pensando gli uomini solo alla sopravvivenza e alla soddisfazione dei bisogni. Una particolare pratica yoga punta alla sua attivazione, ma non si tratta di un cammino facile. L’obiettivo è far risalire l’energia lungo la colonna vertebrale, attraverso i canali chiamati Ida e Pingala. Il primo, di polarità negativa, è lunare, calmante, rinfrescante e dirige le attività più interiori. Il secondo, di polarità positiva, è attivante, riscaldante e dirige le attività più esteriori.

Spiega Stefania Redini, direttore del Centro studi yoga di Genova e autrice del libro La Kundalini(De Vecchi editore) “I due canali, nei punti in cui s'incontrano, creano i cosiddetti chakra, o vortice o ruota. La fisiologia sottile (quella che comprende lo psichismo) dello yoga ne considera sei principali, di cui cinque si trovano lungo la colonna vertebrale e il sesto all’altezza dell’ipofisi. Alla base della colonna è Muladhara, Terra, il centro Radice, nel quale giace addormentata Kundalini". Che cosa è esattamente? “l’energia cosmica presente nell’essere umano, ma che non può esprimersi perchè è separata dal suo principio creatore, la Coscienza ed è simboleggiata dalla dea Shakti”. Cosa succede allora? "Alla sommità della testa c’è appunto il Loto dei Mille Petali, sede della Coscienza, il settimo e più alto chakra della specie umana, simboleggiato da Shiva. La Kundalini, risvegliata, si erge fulminea e sale lungo la colonna vertebrale, penetrando una dopo l’altra i chakra fino a raggiungere Shiva. Dalle nozze mistiche di Shiva e Shakti scaturisce per l’uomo la consapevolezza della Realtà Ultima, la realizzazione della propria vera natura".

 

 

 

A che cosa serve

 

Sicuramente le pratiche Kundalini yoga sono in grado di migliorare notevolmente la serenità di una persona e di aumentarne l’energia positiva, favorendo l’equilibrio tra la forza psichica e quella spirituale.

La loro crescente popolarità (prima negli Stati Uniti e adesso anche in Europa) è quindi dovuta alla capacità di combattere efficacemente lo stress della vita metropolitana. Ma, in genere, aumenta la qualità del funzionamento dell’intero organismo: aiuta il sistema immunitario, rilassa e fortifica il sistema nervoso, bilancia anche tutto il sistema delle ghiandole, agisce positivamente sull’ansia (e sulle sue manifestazioni, come, per esempio, l’insonnia) e sulle forme lievi di depressione.

Ne risentono positivamente anche la concentrazione e in genere tutte le attività mentali, dallo studio all’attenzione sul lavoro. In ogni caso l’armonia di corpo-mente indotta dalle pratiche Kundalini dà una netta sensazione di benessere.

Secondo alcune tradizioni l’energia Kundalini influisce positivamente anche sulle potenzialità sessuali.

 

 

 

Come si fa

 

“Kundalini è dice Stefania Redini - un percorso difficile, che potrebbe anche richiedere il cammino di una vita intera e che in ogni caso ha bisogno del contatto con un guru autentico. Non riguarda l’uomo ordinario, ma chi aspira a identificarsi con la creazione e non considerarsi il piccolo dio al centro del suo illusorio universo. Non solo, il risveglio di Kundalini è temporaneo: dopo l’ascesa, l’energia ritorna alla base della colonna vertebrale. Tutto questo va detto per chiarire che le pratiche che cominciano ad andare di moda sotto il nome Kundalini non sono il vero e proprio percorso yoga verso l’Illuminazione, ma comunque fanno parte della sua tradizione e sono sicuramente utili perchè portano armonia, tranquillità ed energia”.

Alcune sono basate su un respiro particolarmente lento, profondo e direzionato (pranayama), altre sulla ripetizione di un suono-seme (bija mantra) relativo a ciascun chakra. Mentre le prime sono legate a una buona conoscenza della hatha yoga, le seconde sono più semplici anche per chi ci si avvicina solo adesso.

Vanno sempre eseguite stando seduti in tranquillità, immobili, con la colonna vertebrale eretta e gli occhi chiusi. Si porta la concentrazione (direzione dello sguardo a occhi chiusi) sulla localizzazione dei primi cinque chakra partendo dal basso, si visualizza il simbolo (mandala) corrispondente e si ripete il suono-seme. Questa la sequenza, da effettuare sei volte di seguito.

  • Svadhisisthana - Si trova sopra gli organi genitali, è rappresentato come un loto a quattro petali, il suo simbolo è un quadrato giallo e il suono corrispondente è Lam.
  • Manipura - è al centro dell’ombelico. Loto a dieci petali. Simbolo: falce di luna. Suono:Vam.
  • Anahata - è il chakra del cuore. Loto a dodici petali. Simbolo: triangolo rosso con la punta in basso. Suono: Ram.
  • Vishuddha - è all’altezza della tiroide. Loto a sedici petali. Simbolo: una stella a sei punte blu. Suono: Yam.
  • Ajna - Si trova in mezzo alla fronte. Loto a due petali. Simbolo: ovale color fucsia. Suono:Am.

 

 

 

C'è anche il massaggio

 

Il massaggio Kundalini deriva dalla tradizione ayurvedica e in pratica segue il percorso dell’attivazione lungo i chakra e quindi parte dalla base della colonna vertebrale e si sposta verso l’alto: bacino, colonna vertebrale, spalle, nuca e cranio. Durante il massaggio, la schiena viene trattata con dolcezza, esercitando delle pressioni e utilizzando oli terapeutici indiani. Molti specialisti consigliano di mantenere l’olio per ventiquattro ore sul corpo dopo il trattamento, in modo che le erbe da cui derivano possano sprigionare per intero il loro affetto curativo.

Scopo del massaggio Kundalini, che dura almeno un'ora, oltre allo sviluppo dell’energia, è quello di migliorare il metabolismo, rafforzare la colonna vertebrale, combattere il mal di schiena e l’emicrania e distendere la muscolatura.