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Ipnoterapia

 

Niente a che fare con le esibizioni televisive di Jucas Casella e anche con l'ironico A me gli occhi, please del celebre spettacolo di Gigi Proietti. L'ipnosi è una cosa seria: è uno stato di coscienza modificata, come il sonno o il sogno, - spiega il dottor Giampiero Mosconi, direttore della scuola europea di psicoterapia ipnotica a Milano. "Di per sè non è una cura, ma permette che il nostro inconscio si renda disponibile per la psicoterapia". Aumentando la stimolazione dell'emisfero destro, quello più impegnato nella creatività, consente di "rovistare" liberamente nell'inconscio, senza il controllo dell'emisfero sinistro (dove impera la logica): "L'inconscio è il contenitore della mente in cui sono riposte le potenzialità, le energie, le forze interiori di ciascuno di noi. Se sono usate nella maniera giusta, la persona sarà equilibrata, altrimenti si crea lo spazio per l'ansia, la depressione, le malattie psicosomatiche. Compito dell'ipnosi è quello di portare il paziente a conoscere e a liberare una parte importante di sè. è un mezzo di comunicazione, non è più autoritaria, direttiva, basata sul sintomo e sulla suggestione. Si rivolge alla persona attraverso un linguaggio metaforico, simile a quello dei sogni, e la porta all'esplorazione e al ritrovamento degli aspetti vantaggiosi di se stesso".
Come si fa a evitare di cadere nelle mani di ciarlatani-guaritori? "Basta una telefonata agli ordini dei medici e degli psicologi. Se il vostro terapeuta non risulta iscritto a nessuno dei due, cercatene subito un altro".
Come si entra e si esce
Fase 1 - Lo scopo è quello di allontanarsi dalla realtà, staccarsi anche dalle parole del terapeuta. Come? Chiudendo gli occhi e concentrandosi su un ricordo, su una parte del corpo, su una cosa immaginata.
Fase 2 - Lo psicoterapeuta avvia il paziente verso l'inconscio usando un linguaggio metaforico. Esempio: stai camminando su un tuo sentiero, ma ti accorgi di avere uno zaino molto pesante; ti fermi, lo apri, guardi cosa c'è e scegli alcune cose che puoi togliere; poi rimetti lo zaino sulle spalle e scopri che puoi camminare più leggero.
Fase 3 - E' raro che il paziente risponda direttamente alle parole del terapeuta. Fa un viaggio nell'inconscio che gli fa comprendere, di seduta in seduta, cose importanti. Esempio: ridimensiona fatti del passato che credeva, sbagliando, influenzassero il suo presente.
Fase 4 - Dopo 40 minuti di ipnosi (in teoria potrebbe durare di più) il terapeuta, con tono soft e mai autoritario, invita al "risveglio": Quando ti senti torna pure alla realtà in cui vivi e lascia che le tue palpebre a poco a poco si aprano.
Fase 5 - Al risveglio, è caratteristica un'amnesia su quanto è avvenuto. Ma, dopo circa 30 minuti, si ricorda tutto.
A che cosa serve
L'ipnosi consente allo psicoterapeuta di andare oltre il singolo sintomo per arrivare alle cause psicologiche profonde che stanno alla base di un comportamento, di una situazione, di una malattia. Per questo è importante la partecipazione convinta del paziente, che non deve avere alcun tipo di resistenza. In particolare, utilizzando l'ipnosi, si curano:
Disturbi psicologici - è questa l'indicazione principale, in particolare per quel che riguarda stress, ansia, depressione e problemi a essi collegate (fobie, attacchi di panico eccetera).
Disturbi alimentari - Anoressia e bulimia sono tutti problemi di origine psicologica. In alcuni casi può servire efficacemente anche contro l'obesità.
Malattie dell'apparato digerente - Sono quelle psicosomatiche per eccellenza: gastrite, colite, colon irritabile.
Malattie della pelle - Altra categoria di patologie per lo più psicosomatiche (eczema, psoriasi eccetera).
Emicrania - Funziona solo con quella cosiddetta "tensiva", con dolore nella parte posteriore della testa. Non serve, invece, per l'emicrania a grappolo.
Allergie - Il riequilibrio della situazione psicologica incide sul sistema immunitario, stimolato a funzionare meglio, senza risentire di tensioni profonde.
Asma - Il minore stato di tensione dell'organismo, determina un miglioramento.
Controindicazioni ? Nessuna. L'unica eccezione è la schizofrenia perchè di per sè lo stato di trance è già di lieve dissociazione. In passato si credeva che l'ipnosi non potesse essere praticata su un paziente epilettico, ma la cosa è ormai ampiamente smentita dalla pratica.
Autoipnosi
E' la messa in atto di un condizionamento e quindi non ha valore terapeutico perchè non aiuta a ritrovare il proprio equilibrio psicologico. Serve però come tecnica di rilassamento e in alcuni casi, il parto soprattutto, si rivela molto utile. Si entra in autoipnosi - spiega Mosconi - richiamando ciò che la persona ha imparato durante le sedute. Cioè si abbinano le parole del terapeuta a un gesto, per esempio la chiusura a pugno della mano destra. Ma si tratta sempre di una tecnica di comunicazione (a svilupparla per primo è stato lo psicoterapeuta americano Milton H. Erikson negli anni Cinquanta e Sessanta) e non di suggestione. "Ciò consente alla donna di mettere in atto l'idea, già posseduta dall'inconscio, che nell'organismo ci sono le risorse e le capacità per partorire senza dolore".
Un'altra utilizzazione dell'autoipnosi è quella di dare un supporto a chi soffre di agorafobia o claustrofobia. La semplice chiusura della mano lo aiuterà ad attraversare una piazza o, nell'altro caso, a entrare in un ascensore. Non è la soluzione del problema, che avverrà in una serie di sedute, ma un modo concreto per avere fiducia nella terapia con l'ipnosi.
Ma questa non è ipnosi
Si sente spesso parlare di rapine e di truffe condotte con il metodo dell'ipnosi. E' davvero possibile? Credo proprio di no - dice Mosconi - anche se si tratta sempre di uno stato di coscienza modificata. Ma, tanto per chiarire, anche guidare la macchina in automatico, pensando ad altro, è uno stato di coscienza modificata. Per motivi di studio ho incontrato alcuni di questi "professionisti" e li definirei piuttosto grandi comunicatori. Parlando parlando (i più "bravi" con le chiacchiere sono gli slavi e gli orientali) mettono in confusione le persone, tanto da fargli fare cose che non vorrebbero.
E le esibizioni televisive? "Ammesso e non concesso che siano veritiere, rappresentano l'aspetto deteriore dell'ipnosi. Usano quella tecnica direttiva (a me gli occhi) che nella pratica terapeutica non esiste e inducono in errore la gente, facendole credere che siano possibili miracoli immediati, quando invece è necessario un normale percorso di psicoterapia".
Smettere di fumare
"Basta una seduta di ipnosi e si smette di fumare": a chi non è capitato di sentire una simile affermazione. Ma non è veritiera: "Può capitare di smettere dopo una sola seduta - risponde Mosconi - ma si può star sicuri che dopo qualche giorno si riprenderà a fumare. Perchè significa che si è agito solo sul sintomo attraverso una suggestione. Invece, anche per togliersi il vizio del fumo, occorre seguire un normale percorso di 7-8 sedute. La sigaretta, infatti, è il sintomo di uno stato di ansia, anche se poi diventa un gesto meccanico. Ed è su quell'ansia che bisogna agire per ottenere risultati duraturi.
Libri
Giampiero Mosconi, "Storia, tecniche e successi di una terapia tutta da scoprire", Firenze Atheneum, euro 12,39. Un libro che spiega tutto sull'ipnosi e sulle sue più recenti modalità di applicazione.
Milton H. Erikson, "A scuola di ipnosi", Bollati Boringhieri, euro 30,99. Uno dei testi fondamentali del padre dell'ipnosi moderna.
Richard Bandler e John Grinder, "Ipnosi e trasformazione", Edizioni Astrolabio, euro 15,50. Le modalità della comunicazione nell'ipnosi, basate sull'osservazione del lavoro di Erikson.