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Piangere fa bene

 

Sono grandi, ricchi e famosi. Eppure li abbiamo visti piangere. Ricordate le calde lacrime di Del Piero e compagni dopo aver perso ai rigori la finale di Champions League con il Milan? Oppure quelle degli interisti in semifinale? Non c'è dubbio: i calciatori, pur dall'alto del loro conto in banca, hanno "sdoganato" il pianto maschile in pubblico. Guance bagnate senza vergogna. E hanno fatto bene? commenta Margherita Serpi, psicologa psicoterapeuta a Milano. "E meglio ancora fanno le donne che hanno sempre avuto meno pudore a esibire questa presunta manifestazione di fragilità. Perchè in realtà, quando è il momento giusto, piangere fa bene alla salute. Le lacrime sono espressione di un'emozione e questa non va mai bloccata, pena problemi soprattutto di tipo psicosomatico. A che serve non sfogarsi, se poi viene l'ulcera? A lungo il galateo è stata una forma di repressione, quasi che per stare in società ci si debba sempre mettere la mascherina di un comportamento privo di emozioni. Adesso si è capito che gioia, dolore, rabbia hanno bisogno di uno sfogo. Ma subito, al momento del bisogno, senza aspettare di tornare a casa per piangere lontano dagli occhi degli altri".
Sul lavoro
Piangi perchè il tuo capo ti rimprovera per un errore ? Succede, ti sei impegnata per quella ricerca che ti ha commissionato il capo, ma hai dimenticato di consultare un documento. E lui è stato un po' duro con te. "Questa è una situazione in cui piangere non serve a molto, anzi è segno di una certa fragilità - spiega la Serpi. Come reagire? Migliorando l'autostima: "Ricordarsi che tutti possono sbagliare, capo compreso, non è un dramma. Ed è sempre possibile recuperare".
Piangi perchè ti senti perseguitata dai colleghi - "Il mobbing è un fenomeno crescente e le lacrime sono un sfogo utile. Ma senza rimanere passive. Nella maggior parte dei casi, sono vittime del mobbing le persone timide, che hanno meno capacità socializzanti. Bisogna raccogliere il coraggio per esprimersi e porre il problema, prima a se stesse e poi ai colleghi. Magari con un aiuto psicologico".
In famiglia
Piangi perchè lui ti ha lasciato ? Piangete senza ritegno alcuno, il dolore della perdita ha bisogno di "consumarsi" a calde lacrime. Dice la Serpi: "Davanti a un abbandono, sembra che l'altro porti via una parte di noi. Non è così ma, prima di ricominciare a ragionare, è necessario sfogarsi. Poi scopriremo che forse lui non ci meritava oppure capiremo perchè è andata così. E ci accorgeremo che la vita continua".
Piangi perchè i genitori ti impediscono di far tardi la sera - "Distinguiamo anzitutto se capita a una ragazza di 15 anni o a una di 30, Nel primo caso, il pianto è il segnale della rabbia perchè ci si sente in prigione. Anche se i genitori sono dei "duri" il dialogo serve. Capendo che loro hanno bisogno di stare tranquilli e quindi accettando una discreta sorveglianza a distanza (cellulare, fratelli). Nel secondo caso (e capita più di quanto si pensi), non è il caso di piangere, meglio ricordarsi che si ha il diritto di fare la propria vita".
Nella vita di tutti i giorni
Piangi perchè ti è arrivata una spesa imprevista astronomica ? La ristrutturazione del tetto non te l'aspettavi, ma la lettera dell'amministratore è lì sul tavolo, con le sue feroci richieste di denaro. "Si piange perchè sembra che il mondo ci crolli addosso. Serve a scaricare una tensione altrimenti insopportabile. Dopo si entrerà in azione, alla ricerca di un prestito, di una rateizzazione, dell'aiuto di qualcuno. Perchè non si è precipitate in un burrone".
Piangi al cinema ? Non ti vergognare, la verità è che sei una persona sensibile. E poi, sappilo, ci sono sceneggiatori specialisti nell'arte di far piangere. "Capita soprattutto quando scatta un'identificazione con il personaggio e si vive la sua vicenda. Sono emozioni catartiche, cioè liberatorie, e fanno solo bene. Non è il caso di contrastarle, anzi godetevele".