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Gemmoterapia

 

Con la consulenza di Giulia Addivinolo, naturopata a Milano

Gemme, germogli, scorza giovane delle radici e dei fusti: questi tessuti in via di crescita e di moltiplicazione cellulare, chiamati meristematici o embrionali, sono la sostanza base della gemmoterapia, codificata per primo dal medico belga Pol Henry negli anni Cinquanta dello scorso secolo. Si tratta di una cura alternativa, a metà fra la fitoterapia (perchè usa le piante) e l'omeopatia (per il tipo di preparazione) e fino a qualche anno fa disconosciuta da ambedue le branche. Questo spiega perchè mentre in Francia la gemmoterapia ha avuto un'enorme diffusione, suffragata anche da test clinici, in Italia è ancora poco conosciuta.
I gemmoderivati, che non hanno alcuna tossicità, consentono, tra l'altro di limitare l'uso dei normali farmaci e costituire un'efficace alternativa, per esempio, quando non è possibile o non ci si vuole sottoporre a cure a base di cortisonici e antistaminici. Una conferma? Alcuni test hanno confermato l'efficacia di cortisone naturale del Ribes nigrum.
Questo perchè nei tessuti embrionali è concentrato il maggior numero di principi attivi e di enzimi, fattori di crescita, ormoni vegetali, vitamine più le sostanze specifiche cha cambiano da pianta a pianta. Le gemme sono particolarmente utili per aiutare l'organismo a liberarsi dalle tossine. Infatti, gli organi addetti alla depurazione (chiamati emuntori), tra cui reni, fegato, intestino, polmoni, pelle eccetera, sono spesso affaticati e quindi non perfettamente in grado di assolvere al loro compito. La gemmoterapia è sempre dolce e tranquillamente associabile alla cure allopatiche.

I metodi di cura
Sono tre e seguono tre modelli.
Modello analogico - Si basa sull'affascinante idea di un parallelismo costante tra l'evoluzione delle foreste, le modificazioni del terreno che esse provocano, e le corrispondenza esistenti con le alterazioni del terreno umano, evidenziate dallo studi dell'elettroforesi (il meccanismo di separazione usato in biologia) delle proteine. Esempio: la betulla e l'olmo che formano più humus e colonizzano i suoli incolti, assomigliano alle alfa-globuline umane, il cui aumento caratterizza lo stato infiammatorio e ogni aggressione acuta all'organismo; oppure il lampone, il rovo e l'erica, che segnano la fine della foresta, rappresentano la degradazione e degenerazione dei tessuti a causa della fissazione di proteine degradate (flogosi cronica e altro). Ha scritto Pol Henry, che ha studiato in modo particolare queste similitudini: "Si può affermare che la fitoautrofia vegetale è il processo centrale attorno al quale gravita tutta la vita terrestre attuale".
Modello clinico - Ogni gemmoderivato ha specifiche indicazioni terapeutiche e può essere prescritto secondo un criterio clinico, valorizzato dalla scuola francese, più facile da utilizzare per il medico tradizionale.
Modello del drenaggio - Si propone di stimolare il fenomeno della disintossicazione. Permette di convogliare in senso centrifugo le scorie metaboliche agendo sugli organi emuntori. In questo modello i macerati glicerici sono prescritti in dosi più basse.

Come si prepara / posologia
I germogli e le altre parti della pianta vengono raccolti alla fine dell'inverno o in primavera, il cosiddetto "periodo balsamico", quando la pianta è nel pieno del risveglio e sono posti a essiccare ai raggi del sole (l'essiccazione artificiale fa perdere i principi attivi). Dopo si procede alla triturazione e la polverina ottenuta, mescolata ad alcol di glicerina, viene fatta macerare per sette giorni; poi si filtra e si aggiunge a una nuova miscela di acqua, alcol di glicerina e glicerina nella proporzione di uno a nove. Il macerato glicerico che ne deriva viene messo in vendita con il nome della pianta da cui è tratto, affiancato dalla sigla MG1DH. Va usato entro cinque anni dalla sua preparazione.
La posologia più diffusa è di 50-100 gocce al giorno in poca acqua, da assumere lontano dai pasti o almeno venti minuti prima. Ma può cambiare secondo le necessità del paziente. Il principio attivo viene assimilato soprattutto attraverso la mucosa orale, quindi è utile tenere la soluzione in bocca per 20-30 secondi prima di deglutirla.

Indicazioni e controindicazioni
Il campo di applicazione della gemmoterapia è vasto e varia di pianta in pianta. Impossibile enumerare tutte le indicazioni. Ecco alcune indicazioni, tra le più diffuse.

 

  • Applicazioni generali: betulla, tonico stimolante che migliora le difese immunitarie, combatte lo stress e aiuta gli studenti nella memoria e nella concentrazione; quercia, simile e complementare alla betulla, aiuta contro le infiammazioni delle vie urinarie.
  • Apparato respiratorio: carpine, attivo nella faringe e nella trachea, è efficace contro la tosse; lantana, indicato per asma e dispnea.
  • Apparato cardiovascolare e circolatorio: olivo, ipotensivo e antisclerotico, normalizza i livelli di colesterolo; sorbo, principale regolatore della circolazione venosa.
  • Problemi cardiaci: biancospino, regolatore della frequenza cardiaca e protettore dei capillari e delle arterie coronariche.
  • Apparato digerente: rosmarino, regolatore della cistifellea; ginepro, contro gli scompensi del fegato; fico, indicato nelle manifestazioni psicosomatiche a livello gastrico; mirtillo rosso, difende l'intestino e, associato al fico, aiuta contro il colon irritabile.
  • Reumatismi: vite, combatte i reumatismi articolari acuti.

 

I gemmoderivati non sono tossici e possono essere somministrati anche in gravidanza. Sono sconsigliati ai bambini al di sotto dei due anni, solo perchè i macerati contengono alcol. Sono controindicati soltanto nel caso di intolleranza ad alcol e glicerina, che formano il solvente in cui avviene la macerazione.