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Celiachia

 

"Può essere risolta semplicemente ricorrendo a una dieta particolare, ma se trascurata, anche in presenza di sintomi leggeri, può provocare negli anni complicanze, anche pericolose". E' la celiachia, ovvero l'intolleranza al glutine, una sostanza contenuta in molti cereali, a cominciare dal frumento (vedi box). Ci spiega il prof. Gino Roberto Corazza, direttore della cattedra di gastroenterologia dell'Università di Pavia: "Questa patologia non va sottovalutata anche perchè è molto più diffusa di quanto si creda, ma non altrettanto diagnosticata. L'attuale incidenza in Italia è stimata in 1 caso ogni 150 persone: i celiaci, quindi, dovrebbero essere circa 380 mila, ma ne sono stati diagnosticati solo 35 mila. E un'ulteriore attenzione va posta nel fatto che le malattie autoimmuni non vanno mai da sole: infatti, la celiachia è spesso abbinata a diabete mellito di primo tipo (insulino dipendente), artrite reumatoide e a tiroidite.


Sintomi e diagnosi
I sintomi di solito si presentano tra il sesto e il quattordicesimo mese di vita, dopo lo svezzamento. Sono diarrea, dolori addominali, vomito, inappetenza, perdita di peso. Oltre i 2-3 anni si può notare un deficit dell'accrescimento, a causa del mancato assorbimento alimentare. L'intolleranza può apparire anche in età adulta anche con sintomi esterni all'apparato digerente quali crampi, debolezza muscolare, formicolii, emorragie, gonfiore alle caviglie, dolori ossei, afte. Esistono soggetti asintomatici - "Sono convinto di no - dice Corazza. La verità è che il cosiddetto celiaco asintomatico si rende conto dei suoi disturbi solo dopo aver iniziato la dieta, quando scopre che la vita può essere diversa da come credeva".
Per arrivare alla diagnosi occorre sempre una biopsia duodenale tramite gastroscopia -  "Fino a qualche anno fa - spiega il prof. Corazza - era l'unico standard diagnostico. Adesso è possibile riconoscere l'intolleranza attraverso un banale esame del sangue che scopre la presenza degli autoantigeni antiendomisio o antitransglutaminasi. Solo se questo controllo dà un risultato positivo, si rende necessaria la biopsia per la diagnosi definitiva. Esiste un'ereditarietà "Sè, ma non è semplice da scoprire perchè non è legata a un solo gene. Sono stati già scoperti due genotipi coinvolti nella celiachia, ma ce ne saranno sicuramente un'altra decina. E' un fatto, comunque, che nei gemelli monozigotici, con patrimonio genetico comune, lìintolleranza si presenta allo stesso modo".


Le complicanze e la dieta
Su questo punto il prof. Corazza insiste: "Il mancato assorbimento di calcio, proteine e vitamine nel tempo dà luogo a complicanze assai pericolose: dall'osteoporosi all'infertilità al linfoma intestinale. Inoltre, può aiutare lo sviluppo di altre patologie autoimmuni. Prima si comincia la cura e meno rischi si corrono". In effetti, una volta adottata una dieta che esclude il glutine (vedi box) il disturbo si risolve in modo totale. Non c'è niente all'orizzonte che possa consentire al celiaco di guarire senza ricorrere alla dieta che, talvolta, può creare qualche problema nella vita sociale (al ristorante, al bar, a cena da amici) - "Al momento io parlerei di utopie, ed è questo il titolo che abbiamo dato al recente convegno internazionale di Pavia. Ma sono utopie che prima o poi troveranno una loro utilizzazione pratica. Per esempio, conosciamo molto bene la risposta immunologica alla gliadina (componente del glutine che scatena la celiachia) tanto da poter pensare di manipolarla per far virare l'intolleranza in tolleranza. Si punta a modificare la sequenza di aminoacidi creata dalla proteina tossica. Ma le sequenze possibili sono tantissime e non sarà facile trovare quella giusta. Una possibilità alternativa è quella di creare linee di frumento geneticamente modificato e quindi non più dannoso. Ma anche in questo caso il paziente celiaco subirebbe una specie di ghettizzazione. Si parla anche di un vaccino? "Si, ma la definizione è impropria: in realtà si tratta di una sostanza modificata, bloccando un enzima. Ma siamo ancora agli esperimenti in vitro. E sono da studiare gli effetti collaterali: si tratta infatti di una sostanza che l'organismo utilizza per la riparazione delle ferite".


Il celiaco in Italia
"In Italia la situazione può essere definita buona", dice il dottor Carlo Catassi, ricercatore nella cattedra di gastroenterologia dell'Università di Ancona. "Soprattutto per merito dell'Aic, associazione di pazienti onlus. La ricerca in Italia sull'argomento è quantitativamente la prima nel mondo, seguita da quelle olandese e norvegese. L'Aic, tra l'altro ha ottenuto l'esenzione dal servizio militare per i celiaci. Anche le mense scolastiche e aziendali funzionano abbastanza bene. Purtroppo, però, esistono ancora molte Italia: ci sono regioni in cui gli alimenti privi di glutine sono inseriti nei protocolli contrattuali, altre dove ci si affida alla buona volontà e alla sensibilità degli operatori"


La celiachia (dal latino coeliacum, ventre) è un'intolleranza alimentare permanente nei confronti nel glutine, sostanza proteica contenuta in alcuni cereali, come frumento, segale, orzo, farro, kamult, spelta, triticale. Nei soggetti geneticamente predisposti provoca una reazione autoimmunitaria che danneggia anche in modo grave la parete dell'intestino tenue. La conseguenza è l'appiattimento dei villi intestinali, le minuscole pieghe della mucosa, senza le quali diventa impossibile assorbire correttamente il cibo. Al momento l'unica cura, risolutiva del problema, è una dieta priva di glutine. Per questo l'Aic (Associazione Italiana Celiachia, via Picotti 22, 56124 Pisa, tel. e fax 050580939, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Internet: www.celiachia.it), oltre ad aiutare la ricerca, ha elaborato un prontuario di prodotti senza glutine controllati, alcuni dei quali portano il marchio di garanzia della spiga sbarrata. 

Un'ostia senza glutine per i cattolici celiaci. A base di amido di grano e chiamata "cerestar", è prodotta da una ditta tedesca ed è stata approvata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede con una lettera all'Aic. Lo scorso ottobre l'Ufficio Liturgico Nazionale ha emesso una serie di regole molto precise per la conservazione, la consacrazione e la distribuzione delle ostie cerestar per evitare anche un minimo contatto con quelle normali.


Alimenti permessi

*-- |riso, mais; 
*-- |patate; 
*-- |castagne; 
*-- |
brodo vegetale e di carne; 

*-- |tutte le carni (suino, bovino, ovino, caprino, avicole, selvaggina); 

*-- |tutti i pesci ed i molluschi; 

*-- |prosciutto crudo; 

*-- |formaggi stagionati; 
*-- |uova; 
*-- |verdura, legumi, frutta; 
*-- |burro, lardo, strutto; 
*-- |
olio d'oliva extravergine, olio d'oliva, di arachidi, di soia, di mais, di girasole, di vinaccioli, di noci; 

*-- |sale ed erbe aromatiche; 
*-- |sott'olio; 
*-- |funghi secchi e freschi; 
*-- |olive; 
*-- |latte, panna fresca; 
*-- |caffè the, camomilla e tisane, bibite gassate; 
*-- |vino, acqua, spumante, champagne; 
*-- |zucchero, miele. 

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Alimenti vietati

*-- |
frumento, segale, orzo, farro, avena, triticale, in farina e in granella o in fiocchi; 

*-- |pane, pancarrè, toast, pane integrale, focaccia, pizza, piadina, grissini, cracker, pangrattato; 

*-- |biscotti, torte, pasticcini, brioche, merendine, fette biscottate; 

*-- |pasta di qualunque tipo e formato, tortellini, ravioli, gnocchi di patate e di semolino o alla Romana; 

*-- |malto e fiocchi o pop corn; 

*-- |cibi infarinati ed impanati; 

*-- |frutta secca infarinata; 

*-- |surrogati del caff? contenenti orzo; 

*-- |birra, whisky, vodka, gin e alcoolici come amari, infusi ecc. (che contengono alcool di origine non conosciuta). 



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Alimenti "a rischio", per i quali è opportuno consultare le etichette con gli ingredienti o il prontuario

*-- |
salse e sughi pronti; 

*-- |farine di mais, riso, castagna ecc.; 

*-- |insaccati cotti; 

*-- |dadi ed estratti di brodo o insaporiti; 

*-- |zuppe, minestre o liofilizzati già pronti; 

*-- |patatine prefritte e/o surgelate; 

*-- |formaggini a pasta filante e spalmabili; 

*-- |margarina; 

*-- |oli di semi vari e prodotti per friggere; 

*-- |aceto; 

*-- |maionese, senape e salse pronte; 

*-- |creme, dessert, budini; 

*-- |gelati; 

*-- |zucchero a velo; 

*-- |lievito per dolci e per panificazione; 

*-- |dolcificanti; 

*-- |caffè solubile e surrogati del caffè.