fbpx

Main img

 

Baobab

 

Gli africani lo chiamano "albero magico" oppure "albero farmacista" e non si può dar loro torto. Il baobab (Adansonia digitata) è sfruttato in ogni sua parte: frutto, foglie, corteccia, semi e anche tronco. Perchè, cavo e grande com'è, viene utilizzato come casa o come deposito. Col suo tronco conico e i rami dalla forma di radici, sembra un enorme albero capovolto e cresce soprattutto nelle zone aride (perchè è in grado di fare provvista d'acqua). Gli indigeni lo utilizzano, tra l'altro, contro la febbre e le infiammazioni, contro la stipsi ma anche contro la diarrea, come lenitivo per la pelle e come antidoto per il veleno.

Adesso le mille virtù del baobab, dopo alcuni studi scientifici, hanno cominciato a circolare per il mondo e sono arrivate in Italia, dove si utilizza soprattutto la polpa del frutto, l'unico che, quando è giunto a maturazione, si disidrata. In particolare, in Italia due studi, dell'università di Ferrara e dell'università del Sacro Cuore di Piacenza, hanno confermato le qualità antiossidanti e quelle equilibratrici della flora intestinale. "La caratteristica principale del frutto" spiega Mauro Ottaviani, tecnologo alimentare a Verona: "un'elevata quantità di vitamina C: la polpa può fornire fino a 300 mg di vitamina ogni 100 g, sei volte di quella contenuta in un'arancia. La vitamina C ha proprietà antiossidanti, cioè protegge dai radicali liberi che determinano l'invecchiamento del corpo. Non solo, il frutto del baobab, poverissimo di grassi, contiene anche le vitamine B 1, 2 e 3, utili per mantenere l'integrità cellulare di nervi, cute ed epiteli oculari e per la regolazione di molte attività metaboliche".

Come se non bastasse, questo frutto "miracoloso" ha quantità elevate di calcio, potassio, fosforo, acido alfa-linoleico e fibre.

 

 

 

Polvere e bustine da sciogliere in acqua, succo o latte oppure tavolette da masticare: così si presenta la polpa di baobab in commercio: "Nessuna panacea - dice Ottaviani" ma 5 g al giorno (2 cucchiaini di polvere o 1 bustina o 8 tavolette) possono aumentare la resistenza ai virus (dall'influenza all'herpes), regolarizzare l'intestino, la glicemia e i valori di colesterolo, dare più forza, energia e resistenza, riequilibrare il tono dell'umore, alleviare i disturbi mestruali, aiutare contro anemia, febbre e infiammazioni, contrastare l'invecchiamento della pelle. Le tavolette, 5-6 al giorno, si usano maggiormente come tonico e alleviano le infiammazioni del cavo faringeo. Il concentrato di fibra è quello che in maniera specifica agisce sulla flora intestinale, migliorando le capacit? digestive. Le foglie e i semi sono utilizzate per una tisana da bagno con proprietà nutrienti e rigeneranti per la pelle. L'estratto lipolico dei semi, un olio, ha effetti cosmetici antirughe se applicato su viso, collo e dècolletè e di sollievo contro le scottature da sole. Nel 2005 saranno commercializzate le foglie, per una tisana da bere in grado di combattere le infiammazioni delle vie urinarie e l'asma, e le radici, ricche di minerali e fibre, buone da mangiare come una verdura oppure sott'olio e sott'aceto.

 

 

 

Sono molti i personaggi noti che fanno già uso della polpa di baobab, specialmente gli sportivi che se ne servono per migliorare le prestazioni agonistiche in modo del tutto naturale. Il più noto è forse il ciclista Damiano Cunego, vincitore dell'ultimo Giro d'Italia, ma ci sono anche la campionessa mondiale di sci di fondo Gabriella Paruzzi, insieme con tutti i compagni della nazionale, e il tennista Filippo Volandri. Fra gli stranieri "italianizzati" spicca il nome di Rubens Barrichello, il brasiliano pilota della Ferrari in Formula 1. Anche nel mondo dello spettacolo il baobab ha trovato un posto nella dieta di molti artisti. Un nome? Barbara D'Urso, che si è fatta aiutare dall'albero africano per sopportare le fatiche del Grande Fratello. Ma anche Licia Colò apprezza i prodotti cosmetici ricavati dal baobab.