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Psammatoterapia

 

Ne parlano il greco Erodoto e il romano Seneca nei loro scritti, a testimonianza di quanto questa pratica sia antica: si tratta della psammatoterapia (dal greco psammos, sabbia), più comunemente conosciuta con il nome di sabbiature. "E in effetti la tecnica e i benefici sono rimasti quelli di allora", spiega il prof. Gianmarco Pedrinazzi, specialista in idroclimatologia medica e clinica termale a Milano e a Pavia. "Solo che, grazie allo sviluppo degli studi di medicina termale, adesso sappiamo perché funziona e possiamo indirizzare a questa terapia chi ne ha più bisogno". La psammatoterapia può essere definita esattamente "una termoterapia esogena (cioè proveniente dall'esterno) a calore secco che utilizza la sabbia alla quale si aggiunge la componente farmacologica specifica dell'acqua di mare sotto forma di sali adesi ai granuli di sabbia". Questo significa che la qualità terapeutica delle sabbiature può cambiare da una zona all'altra, in base ai sali presenti in un mare piuttosto che in un altro. "Per esempio", aggiunge Pedrinazzi, "i mari italiani sono ricchi di potassio, magnesio, iodio, calcio, cloro e bromo che penetrano attraverso la pelle per osmosi, stimolando e rigenerando numerose funzioni". Nel caso delle sabbiature, però, a questa caratteristica terapeutica legata a tutte le attività marine (che vanno sotto il nome di talassoterapia), vanno aggiunti gli effetti del calore, che le rende ideali per combattere osteoartrosi e reumatismi. "E' molto interessante notare come esista una notevole analogia tra la composizione chimica dell'acqua di mare e il nostro plasma sanguigno, circostanza che è stata spiegata con la suggestiva ipotesi che la vita abbia avuto origine nel mare. In ogni caso questo significa che le sabbiature, come tutte le terapie legate al mare sono particolarmente consone all'organismo umano".

Come si fanno le sabbiature

 

  • E' sempre meglio, prima del trattamento, sottoporsi a una visita medica con elettrocardiogramma perché la diffusione del calore impegna il sistema cardiocircolatorio. Durante la visita si programma anche la durata delle sedute, che aumenta progressivamente.
  • Prima della sabbiatura vera e propria ci si sottopone a docce di acqua di mare e ci si espone al sole.
  • Si entra negli spazi appositamente preparati, quando la sabbia avrà raggiunto una temperatura tra i 48 e i 60 gradi centigradi e ci si distende. Si tratta di buche profonde 20-30 centimetri, dalle dimensioni di due metri per un metro. Sul fondo ci devono essere almeno 15 centimetri di sabbia perfettamente asciutta.
  • Si viene ricoperti da uno strato di sabbia di 6-7 centimetri. Ciò consente che la sabbia sia riscaldata in modo uniforme: la sabbia a contatto con la cute, infatti, non si deve raffreddare. Rimane scoperta solo la testa, posizionata all'ombra o sotto un apposito tendalino. Si resta così fino a un massimo di 20 minuti per un totale di 12-15 sedute consecutive.
  • Nonostante il calore, è impossibile riportare ustioni perché nei granuli della sabbia è interposta aria e quindi c'è una scarsa conduttività termica, ma la possibilità di cedere calore a temperature simili a quelle del corpo umano.
  • Segue una fase di "reazione", di circa 20 minuti, in cui si rimane in una stanza, coperti da lenzuola, e avviene una notevole sudorazione.
  • La terza e ultima fase, di "recupero", consiste in docce e in un rilassamento psico-sensoriale che lascia un diffuso senso di benessere.
  • Le sabbiature avvengono nelle ore in cui il sole è più alto all'orizzonte, in genere fra le 11 e le 16, quando i benefici sono massimi.

 

Indicazioni
I meccanismi della psammatoterapia sono essenzialmente tre:

 

  • Effetto termico, quindi con azioni generali e locali, legate al calore.
  • Effetto chimico-minerale, cioè azioni legate ai sali e ai minerali contenute nelle sabbie utilizzate.
  • Effetto climatoterapico, derivante dal clima marino esistente nel luogo dove si svolgono le sabbiature.

Da ciò deriva che le indicazioni specifiche, simili a quelle della fangoterapia, sono osteoartrosi, postumi di traumi come fratture, distorsioni e lussazioni, reumatismi extrarticolari, reumatismi infiammatori cronici nella fase in cui si avvantaggiano delle cure termali.
Ma la combinazione dell'effetto climatico e di cure talassoterapiche, che di solito vengono abbinate alle sabbiature, consente di avere benefici per una gamma molto più vasta di patologie, soprattutto malattie della pelle (compresa la psoriasi), malattie allergiche (orticaria ecc.), infiammazioni delle vie respiratorie, carenze di tipo immunitario, rachitismo infantile, osteoporosi, affezioni ginecologiche di natura infiammatoria o da disfunzione endocrina, convalescenza da malattie acute.
Può essere d'aiuto contro l'obesità.

Controindicazioni


Le sabbiature si possono fare a qualsiasi età se ce n'è il bisogno. Sono sconsigliate soltanto ai bambini troppo piccoli e alle donne in gravidanza. Non vanno bene per cardiopatici (in particolari quelli scompensati), ipertesi e ipotesi perché possono provocare sbalzi di pressione e aumentare i battiti cardiaci. Le sabbiature sono out anche per i diabetici perché il forte calore può causare un abbassamento della glicemia nel sangue. Per questo gli stabilimenti psammatoterapici più seri prevedono un'accurata visita medica prima dell'inizio della cura. Altre controindicazioni riguardano una serie di patologie, sempre legate all'aumento del calore del corpo che può arrivare, nei momenti topici, fino a 39 gradi:
Condizioni di immunodeficienza
Ipersensibilità ad alcuni minerali contenuti nella sabbia
Nefropatie con segni d'insufficienza renale
Anemie gravi
Reumatismi infiammatori in fase acuta
Infezioni cutanee virali e micotiche
Vene varicose (il calore dilata i vasi sanguigni)
Presenza di ferite non ancora guarite

Dove si fa in Italia


I sali e i componenti organici presenti nella sabbia derivano da un processo di autofiltrazione derivante dal moto delle onde. La conseguenza è che la qualità terapeutica della sabbia può cambiare da una zona all'altra, in base alla sua composizione. In Italia solo l'Istituto Talassoterapico di Grado (Gorizia) utilizza la sabbia estratta dalle profondità dell'Alto Adriatico e non quella esistente in superficie. La conseguenza è che più ricca di sali e i risultati terapeutici sono più efficaci, come è dimostrato dai molti calciatori che hanno fatto la psammatoterapia nella località veneta: dal campione del passato Gigi Riva al molto più recente Roberto Baggio. Le sabbiature, comunque, si fanno in molti stabilimenti termali marini, specialmente sulla riviera romagnola, in Versilia e a Ischia. Per un elenco degli stabilimenti termali consultare www.enit.it/introterme.asp?Lang=IT